Tensione alle stelle tra Niger e Francia, Tchiani punta il dito contro Macron

Dopo la rottura diplomatica e il ritiro delle truppe francesi, le relazioni tra i due paesi toccano il punto più basso. Il leader della giunta denuncia un piano di forze speciali e intelligence sotto la direzione di Macron

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La rottura tra il Niger e l'ex potenza coloniale francese è ormai una ferita aperta e sanguinante. Mentre Niamey accelera la sua svolta verso nuovi alleati e progetti energetici titanici, il presidente militare Abdourahamane Tchiani alza il velo su ciò che definisce una vera e propria campagna di ostilità da parte della Francia. L'occasione è l'attacco subito recentemente dall'Aeroporto Internazionale Diori Hamani e alla Base Aerea 101 della capitale, un'azione che il governo nigerino non esita a definire come parte di un piano più ampio ordito da Parigi.

Le parole di Tchiani, rilasciate in un'intervista, come riporta Brasil de Fato, non lasciano spazio a dubbi. Il raid non sarebbe un episodio isolato, ma il tassello di una strategia "neocoloniale" messa in atto per punire il Niger per la sua scelta di sovranità. "Forze francesi - speciali, di intelligence e regolari - sotto la direzione di Emmanuel Macron" sarebbero all'opera contro il paese, ha dichiarato il leader nigerino, descrivendo un clima di "ostilità aperta" nato dopo che i militari hanno preso il potere, allontanando le truppe di Parigi e cercando una nuova strada di autodeterminazione e sovranità.

Un'accusa gravissima che si inserisce in un contesto regionale incandescente. Da quando, nel 2023, il Niger, insieme al Mali e al Burkina Faso, ha dato vita all'Alleanza degli Stati del Sahel, rompendo gli accordi di difesa con la Francia e chiedendo il ritiro delle sue basi, le relazioni diplomatiche si sono congelate. Ma secondo Niamey, l'ostilità francese non si è fermata al piano politico, trasformandosi in un'azione sotterranea per minare la stabilità del paese.

Questa versione trova un potente alleato nelle rivelazioni che arrivano da Mosca. Il Servizio di Intelligence Estero russo (SVR) ha infatti lanciato un allarme senza precedenti, accusando apertamente l'Eliseo di orchestrare una strategia di destabilizzazione su larga scala in Africa. L'obiettivo, secondo l'intelligence russa, sarebbe duplice: colpire i leader divenuti "indesiderabili" per Parigi e tentare di recuperare una influenza politica in rapida erosione.

Al centro del mirino ci sarebbe proprio Emmanuel Macron, che avrebbe dato il via libera ai servizi segreti per pianificare azioni dure, inclusa l'eliminazione fisica di figure chiave nei paesi più ostili. Il Cremlino parla di "colpi di Stato neocoloniali" e cita, a supporto, il fallito golpe del 3 gennaio scorso in Burkina Faso, un tentativo che secondo Mosca prevedeva addirittura l'assassinio del popolare presidente Ibrahim Traoré. Non solo: le accuse includono un sostegno diretto a gruppi terroristici per alimentare l'instabilità, attacchi a convogli di carburante e persino una collaborazione con l'Ucraina per la fornitura di droni e istruttori nella regione.

Se da un lato la tensione con l'ex colonizzatore sale, dall'altro il Niger serra i ranghi con i vicini e guarda a est. In netta controtendenza con l'isolamento paventato da Parigi, Tchiani si è recato ad Algeri, dove con il presidente Tebboune ha dato il via libera a un progetto colossale: la costruzione del Gasdotto Transaariano. L'opera, che collegherà i giacimenti nigerini all'Europa attraverso il Sahara, vedrà la statale algerina Sonatrach iniziare i lavori in territorio nigerino già alla fine di marzo, dopo la fine del Ramadan, come ha precisato il presidente algerino

Un'accelerazione che suona come una sfida chiara agli interessi energetici tradizionali della Francia nella regione e una scommessa sulla capacità dei paesi africani di gestire in autonomia le proprie risorse. Il Niger, stretto tra le accuse di una ex potenza che non molla la presa e la necessità di garantire sicurezza e sviluppo, ha scelto la sua strada. E lo ha fatto alzando il tiro, puntando il dito contro Parigi e cercando alleati oltre il Mediterraneo.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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