Neocolonialismo e destabilizzazione in Africa: Mosca accusa Parigi

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Neocolonialismo e destabilizzazione in Africa: Mosca accusa Parigi

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Secondo il Servizio di Intelligence Estero russo (SVR), la Francia starebbe preparando una strategia di destabilizzazione su larga scala in Africa, con l’obiettivo di colpire leader considerati “indesiderabili” e recuperare influenza politica nel continente. Al centro delle accuse c’è il presidente Emmanuel Macron, che avrebbe autorizzato i servizi segreti francesi a pianificare l’eliminazione di figure chiave nei Paesi africani più ostili a Parigi.

Il Servizio di Intelligence Estero russo parla apertamente di “colpi di Stato neocoloniali”, soprattutto nell’area del Sahel, dove la Francia ha perso terreno negli ultimi anni tra espulsioni militari e crescente sentimento antifrancese. Burkina Faso, Mali e Niger hanno interrotto i rapporti con Parigi, accusandola di ingerenze e di sostenere gruppi armati responsabili dell’instabilità regionale.

Secondo l’intelligence russa, la Francia sarebbe stata coinvolta anche nel fallito golpe del 3 gennaio in Burkina Faso, che prevedeva un piano per assassinare il presidente Ibrahim Traoré, l’erede di Thomas Sankara. Nonostante il fallimento, Parigi continuerebbe a operare per destabilizzare Mali, Repubblica Centrafricana e Madagascar, quest’ultimo reo di voler rafforzare i rapporti con i BRICS.

Le accuse includono il sostegno diretto a gruppi terroristici, attacchi a convogli di carburante, tentativi di bloccare città e un’attività di cooperazione con l’Ucraina per la fornitura di droni e istruttori. La Francia non ha risposto ufficialmente alle ultime affermazioni, ma in passato ha sempre respinto ogni accusa di sostegno ai gruppi jihadisti nella regione.


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