Trump contro l’Europa: tra declino, Groenlandia e nuove armi

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Trump contro l’Europa: tra declino, Groenlandia e nuove armi

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Donald Trump torna a scuotere lo scenario internazionale con una serie di dichiarazioni che mettono in discussione l’attuale assetto euro-atlantico. Secondo il presidente statunitense, l’Europa “sta andando nella direzione sbagliata” e in alcune sue parti è ormai “irriconoscibile”, vittima di scelte politiche sbagliate e di una transizione energetica che ha prodotto un vero e proprio collasso energetico.

Trump ha attaccato duramente le politiche sulle rinnovabili, descrivendo l’Europa come invasa da pale eoliche inefficienti, e ha avvertito che gli Stati Uniti hanno bisogno di alleati forti, non di partner indeboliti dalle proprie decisioni. Sul conflitto in Ucraina, il leader statunitense ha ribadito che si tratta di una questione europea, sottolineando la distanza geografica e strategica degli Stati Uniti e mettendo in discussione il senso dell’impegno USA. Allo stesso tempo, ha affermato che sia Putin sia Zelensky sarebbero interessati a un accordo.

Particolarmente rilevante il passaggio sulla Groenlandia: Trump ha definito “stupida” la scelta di restituirla alla Danimarca dopo la Seconda guerra mondiale e ha dichiarato l’intenzione di negoziarne l’acquisizione per motivi di sicurezza strategica, legati allo sviluppo del sistema di difesa missilistica Golden Dome, escludendo però l’uso della forza. Infine, ha accennato all’uso di armi “mai viste prima” da parte delle truppe statunitensi durante l’assalto militare al Venezuela, lasciando intendere un salto tecnologico militare ancora poco conosciuto.

Un messaggio chiaro: il mondo sta cambiando, e Washington vuole tornare a dettare il ritmo.


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