Usa. L’inflazione può aiutare la ripresa
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“Bassi livelli di inflazione non sono positivi per un’economia perché un’inflazione molto bassa aumenta il rischio di deflazione, conducendo l’economia alla stagnazione”, affermò Bernanke a luglio. “Inflazione bassa e in calo può essere davvero negativa per un’economia”. Soprattutto per un’economia in ripresa, aggiungeremmo.
Come è noto, la Fed ha fra i suoi compiti quello di tenere a freno l’inflazione. Lo ha fatto per decenni. Ma non solo Bernanke ma anche altri eminenti economisti, fra cui Janet Yellen, il prossimo presidente della Fed, cominciano a sostenere con vigore sempre maggiore che livelli leggermente più elevati di inflazione non potrebbero che giovare ai fini della ripresa economica. Prezzi più elevati, infatti, generano un aumento dei profitti; salari più alti facilitano l’opera dei debitori nel ripagare i propri debiti. L’inflazione, inoltre, è un segnale positivo per le persone e le aziende in quanto le incoraggerebbe a chiedere denaro in prestito e a spenderlo più velocemente. Ultimo ma non ultimo, l’inflazione aiuterebbe i lavoratori disoccupati a trovare lavoro dal momento che l’aumento dei profitti spingerebbe le aziende ad assumere personale.
Secondo il New-York Times, quindi, l’inflazione catalizzerebbe la ripresa economica.

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