"Venezuela vittima di guerra psicologica". Il Ministro degli Esteri di Caracas
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Il Ministro degli Esteri del Venezuela, Elias Jaua, ha denunciato al Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU, la "campagna internazionale" di bugie di alcune potenti organizzazioni mediatiche nazionali ed internazionali interessate a mostrare il paese in una situazione di caos.
Jaua ha fatto riferimento ad "una guerra psicologica sistematica contro la nazione sudamericana", spiegando che "quei mass media ingigantiscono le notizie negative sul Venezuela, con l'pbiettivo di mostrare il Venezuela come un paese che non rispetta i diritti umani, in preda ad un caos generalizzato con il proposito di giustificare un intervento straniero e promuovere condanne e sanzioni ingiuste.
Il Ministro ha presentato il presunto "piano di colpo di Stato dell'estrema destra contro il governo democratico della rivoluzione bolivariana" e ha detto che il Venezuela "non accetta valutazioni, pressioni o dichiarazioni unilaterali da parte dei paesi interventisti".
Jaua ha aggiunto che la Costituzione venezuelana stabilisce il diritto alla protesta pacifica ma "le proteste estreme della destra venezuelana sono sfociate nella violenza". I gruppi hanno bloccato le strade, limitando il diritto alla libera circolazione e ostacolando il trasferimento dei malati e del cibo .
"La comunità internazionale deve sapere che questa aggressione è politica, ideologica ed il suo obiettivo è abbattere il governo stabilito legittimamente”, ha detto Jaua davanti al Consiglio, sottolineando che "questa aggressione è guidata dai leader dell'estrema destra che hanno attentato alla democrazia nel 2002 e nel 2013".
Jaua ha ricordato che il Venezuela, come ogni società, ha dei problemi e sfide come la sicurezza pubblica e lo sviluppo economico.
"Siamo fiduciosi che i valori della pace prevarranno sulla violenza, la fratellanza sull'odio, la verità sulla menzogna".

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