"Vertice dei Popoli": il meglio dell'America Latina sbarca a Bruxelles
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di Fabrizio Verde
I giorni 10 e 11 di giugno avrà luogo in quel di Bruxelles un'importante riunione tra due blocchi regionali: gli stati latinoamericani e caraibici riuniti nella Celac (Comunità di Stati Latinoamericani e dei Caraibi) e l'Unione Europea.
I leader europei e latinoamericani discuteranno della cooperazione tra i due blocchi in diversi ambiti, per questo motivo il gruppo di solidarietà Iniziativa Cuba Socialista (ICS) insieme ai movimenti sociali del Belgio ha convocato parallelamente un 'Vertice dei Popoli', affinché possa essere ascoltata la voce dei popoli, in particolar modo quelli europei costretti a subire gli effetti nefasti delle sciagurate politiche neoliberiste.
Una pratica, questa dei vertici popolari che affiancano gli incontri ufficiali, che ha una lunga tradizione in America Latina, dove i movimenti sociali e gli organismi di base sono soliti discutere parallelamente ai vertici ufficiali con l'obiettivo di influenzare i risultati e le politiche dei singoli paesi partecipanti. Sulla scia dell'esempio latinoamericano, si vogliono coinvolgere i movimenti sociali del Belgio e di tutta Europa. Il luogo dove il neoliberismo e le politiche di austerità stanno provocando danni enormi ai popoli sempre più impoveriti, facendo al contempo aumentare i profitti per un pugno di ricchi.
Oltre 50 realtà provenienti da tutta l'Europa hanno annunciato la loro presenza a quest'importante evento – tra cui L'Antidiplomatico e ALBAinformazione (ANROS Italia) - che vedrà la partecipazione anche di Aleida Guevara, figlia del 'Che', membro della delegazione cubana, nonché oratrice al tavolo di lavoro che si occuperà dell'integrazione dei popoli dell'America Latina. Sono inoltre previsti altri tavoli di lavoro che toccheranno varie tematiche: cambiamento climatico, potere dei mezzi di comunicazione, diritti umani, protezione sociale, trattati di libero commercio, pace e sovranità.
La 'Cumbre de los Pueblos' sarà chiusa da un incontro di solidarietà con i popoli dell'America Latina, i Caraibi e l'Europa, a cui dovrebbero portare il proprio saluto alcuni presidenti latinoamericani come Evo Morales.
Il vertice popolare sarà un'importante occasione per mostrare ai popoli europei, massacrati dalle politiche di austerità, identiche a quelle basate sugli 'aggiustamenti strutturali' inaugurate dal regime fascista di Pinochet in Cile nel 73’, sotto l’attenta guida di Milton Friedman, padre dei Chicago Boys. I professori pasdaran della “teologia del libero mercato”, per dirla con Eric Hobsbawn, che come insegna l'esperienza latinoamericana c'è vita oltre il neoliberismo.
La dignità e la resistenza eroica di Cuba, l’ascesa al potere di Chavez in Venezuela, Lula in Brasile, i coniugi Kirchner in Argentina, Evo Morales in Bolivia e Correa in Ecuador hanno inaugurato una nuova stagione guidando la riscossa della sinistra 'rivoluzionaria', socialista e bolivariana in Sudamerica. Nazionalizzazioni di risorse e aziende strategiche, vere riforme in senso progressivo del mercato del lavoro e della sanità, alfabetizzazione di massa, sensibile miglioramento delle condizioni di vita per gli strati più bassi della società. Politiche di segno nettamente opposto a quelle liberiste che affamarono il continente hanno fatto sì che l’America Latina sia il luogo dove attualmente si assiste ad una sostenuta crescita economica e sociale. Mentre l’Europa langue avviluppata nella spirale debito - austerità, con 'riforme' che bloccano la crescita e comportano l’aumento del debito.
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