Nuovo record assoluto di radioattività in mare al largo di Fukushima
Il progetto del "muro di ghiaccio" contro le fuoriuscite non convince gli esperti
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I media mainstream hanno ormai dimenticato la tragedia di Fukushima (che va certamente contro il molto più popolare e gradevole racconto di un Giappone in "ripresa" grazie all’Abenomics), ma questo non significa che essa sia stata superata o contenuta. Piuttosto il contrario, sostiene ZeroHedge. Un raro aggiornamento dell’agenzia di stampa giapponese Jiji ci ricorda che venerdì le radiazioni delle acque marine dei cinque punti di monitoraggio adiacenti a Fukushima 1 hanno raggiunto livelli massimi, come confermato dalla stessa Tepco, la società responsabile di Fukushima.


Perché quest’aumento della radioattività? I funzionari di Tepco sostengono che "la causa sia sconosciuta." Ma questa è la stessa Tepco che per anni ha sostenuto che non c’era nulla di cui preoccuparsi a Fukushima, che dopo averlo negato a lungo è stata costretta ad ammettere che acqua contaminata fuoriuscita dalla centrale in passato ha raggiunto il mare, che ha falsificato i dati sulla temperatura dell’acqua di raffreddamento nel 1985 e nel 1988 per superare i controlli effettuati nel 2005 sull’impianto e che, con il benestare del governo, ha dato il "via libera" al ritorno della popolazione in un distretto della città a 20 chilometri dallo stabilimento distrutto. Di conseguenza sono in molti a dubitare della linea ufficiale di Tepco.
Come riporta il Japan Times, "in un campione prelevato il 12 maggio sono stati trovati 1100 becquerel di trizio per litro rispetto ai 1400 rilevati il 14 aprile, il più alto livello mai riscontrato in acqua di mare dal terremoto e lo tsunami che avevano danneggiato la centrale l’11 marzo 2011. Nelle vicinanze, anche all'interno del porto, sono stati trovati 1.400 becquerel di trizio per litro, da un precedente massimo di 1.200 becquerel. In due punti di monitoraggio al di fuori del porto, nell’acqua di mare, sono stati rilevati 8,7 becquerel e 4,3 becquerel di trizio. Il secondo punto era a circa 3 km di distanza."
Un becquerel è l’unità di misura internazionale per la radioattività.
Per impedire altre infiltrazioni e fuoriuscite di liquidi contaminati dalla centrale di Fukushima, Tepco e il governo giapponese costruiranno un muro di ghiaccio sotterraneo artificiale.

La prima fase prevede l’installazione di tubi in acciaio ad una profondità di circa 30 metri. Nei tubi sarà poi fatto scorrere uno speciale liquido raffreddante che dovrebbe consentire di realizzare nel suolo una specie di “muro di ghiaccio” contro la perdita di radiazioni. Un progetto da 31.9 miliardi di ¥ che però non convince la Commissione di regolazione dell’energia atomica e diversi esperti internazionali.

La prima fase prevede l’installazione di tubi in acciaio ad una profondità di circa 30 metri. Nei tubi sarà poi fatto scorrere uno speciale liquido raffreddante che dovrebbe consentire di realizzare nel suolo una specie di “muro di ghiaccio” contro la perdita di radiazioni. Un progetto da 31.9 miliardi di ¥ che però non convince la Commissione di regolazione dell’energia atomica e diversi esperti internazionali.


