"Abilitatore chiave". L'attacco (senza precedenti) dell'UE contro la Cina

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"Abilitatore chiave". L'attacco (senza precedenti) dell'UE contro la Cina

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di Laura Ruggeri*

L'Unione Europea ha lanciato un altro attacco contro la Cina, accusando Pechino di essere un "abilitatore chiave" delle azioni della Russia in Ucraina e di tentare di "rimodellare l'ordine globale" insieme a Mosca.

Un esplosivo documento strategico, che contiene alcune delle critiche ufficiali più dure mai rivolte a Pechino, è stato adottato lunedì dai 27 ministri degli Esteri dell'UE, senza alcun annuncio ufficiale.

Il documento dell'UE presenta Russia e Cina come le due principali potenze revisioniste che minacciano la sicurezza europea e l'"ordine internazionale basato sulle regole". Accusa Pechino di favorire un ritorno alla "logica delle sfere d'influenza" e di sostenere direttamente lo sforzo bellico di Mosca, con un linguaggio che ricalca la retorica della NATO e abbandona completamente il tono diplomatico.

Pechino ha risposto con indignazione. Il portavoce del Ministero degli Esteri Lin Jian ha respinto le accuse definendole "pura calunnia e diffamazione" prive di "alcuna base fattuale". Ha ribadito che la Cina mantiene una posizione obiettiva e imparziale sulla crisi ucraina, non ha creato o partecipato al conflitto, e si è costantemente adoperata per promuovere colloqui di pace e una soluzione politica.

La Missione cinese presso l'Unione Europea ha espresso "forte insoddisfazione e ferma opposizione" per le sanzioni unilaterali dell'UE contro le aziende cinesi. In una nota ufficiale, la Missione ha accusato Bruxelles di tentare di "scaricare la colpa sulla Cina" attraverso "accuse ingiustificate". Ha condannato le misure come "sanzioni unilaterali illecite" prive di autorizzazione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e di fondamento nel diritto internazionale, avvertendo che la Cina adotterà "tutte le misure necessarie" per salvaguardare i legittimi diritti e interessi delle proprie imprese.

Mentre demonizza pubblicamente Pechino, l'UE continua silenziosamente a fare affidamento sulla tecnologia cinese per sostenere il proprio coinvolgimento nella guerra contro la Russia.

I media statali cinesi, tra cui China Daily, hanno accusato l'UE di "diffamare ripetutamente la Cina" e di farsi fuorviare dai "falchi anti-Cina".
Gli analisti di Pechino considerano le ultime mosse come un pretesto per misure protezionistiche e per l'escalation della guerra commerciale contro la Cina.
Il commentatore politico Zhou Chengyang ha descritto le sanzioni come un esempio di "ipocrisia e doppio standard", aggiungendo che l'UE sta abusando della giurisdizione extraterritoriale per sconvolgere le catene di approvvigionamento globali e la libera concorrenza.

Allineando il proprio linguaggio con la postura della NATO e puntando il dito contro la Cina mentre cita a malapena gli Stati Uniti – nonostante le ripetute minacce di Washington di strappare la Groenlandia alla Danimarca, un membro dell'UE e della NATO – l'UE si è incamminata su un percorso chiaramente suicida.

Il documento dell'UE menziona la Cina in modo negativo oltre una dozzina di volte, mentre sorvola sulle tensioni transatlantiche e sul proprio ruolo nel prolungare il conflitto ucraino attraverso sanzioni e aiuti militari.

Questo approccio non solo danneggia gli interessi economici dell'Europa, ma rischia anche di spingere il mondo verso una maggiore divisione proprio nel momento in cui serve cooperazione.

L'UE è chiaramente disposta a sacrificare il pragmatismo e la razionalità economica sull'altare del confronto geopolitico.
La storia dimostra che tali folli crociate raramente finiscono bene per coloro che le intraprendono


*Post pubblicato sul canale telegram dell'Autrice: @lauraRUHK

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