L' Occidente adora la guerra
di Giuseppe Giannini
I volenterosi guerrieri, di nuovo riuniti dai profitti generati dalla corsa agli armamenti, sollecitati dal buzzurro padrone americano, quindi, del tutto insensibili alle sofferenze delle popolazioni direttamente coinvolte nel conflitto, ed indifferenti alle sorti delle loro popolazioni, provano a celare le malefatte dietro il pretesto di una battaglia per la libertà, che ci riguarda tutti. Da quattro anni va avanti la narrazione a senso unico, dove ogni criticità che viene evidenziata è tacciata di filoputinismo.
Mentre loro, i democratici depositari della verità precostituita, temono la propaganda, le possibili infiltrazioni russe, gli attacchi hacker. Ed adottano sanzioni, ostracismi e boicottaggi, che invece non riguardano i genocidari israeliani in guerra unilaterale con la innocente popolazione civile palestinese. Come se fossero delle Picierno qualunque, ma meglio preparati anche da un punto di vista strettamente linguistico,i leader europei, i nostri indomiti cavalieri della guerra procedono imperterriti, anche perchè l'uomo dal ciuffo rosso preme e dice che gli europei sono poco affidabili (e che la Meloni l'ha deluso). Insomma, è chiaro l'intento geopolitico degli americani, che si servono dei sudditi europei per continuare a dominare sul mondo.
La guerra per procura, gestita dalla Nato, le cui basi sono disseminate dappertutto, comprando armamenti a debito. Con l'impegno di portare le spese militari al 5% del rapporto con il pil. E, se pensiamo che oggi lo sforzo economico bellico europeo è in media del 2% (la Polonia è in testa con il 4%), ed ha già prodotto conseguenze devastanti all'interno delle economie dei singoli Stati, con la Germania sulla via dell'irrilevanza dopo aver primeggiato per lungo tempo (vedi in primis la crisi del settore automobilistico), non ci aspetta nulla di buono.
I finti sovranisti italiani si comportano allo stesso modo di chi li ha preceduti (liberali e socialdemocratici). Servi dell'atlantismo e di ogni forma di austerità indotta (quella tecnocratica della UE e da ultimo quella militare, appunto). Divulgatori della paura sullo stile di Draghi (prima "o il vaccino o la morte", dopo "o la guerra o il condizionatore") utilizzano la tattica del terrore, che serve a placare le masse da ogni possibile presa di coscienza. E non mancano la retorica ed il doppiopesismo del Presidente della Repubblica, che fa paragoni discutibili con il Terzo Reich ed accoglie a braccia aperte l'omologo israeliano (che non ha mai smesso di disprezzare i palestinesi). A tratti, è davvero stucchevole. Una strategia predatoria di terre e risorse, che attualizza il colonialismo travolgendo il Venezuela e l'Iran.
Guarda caso i maggiori depositari delle riserve petrolifere mondiali. E la nazione persiana è l'unica di quell'area non ancora in mano o influenzata dai falchi statunitensi. I quali, vogliono sottrarre alla Cina risorse e contrastarne l'importanza acquisita con lo sviluppo e gli investimenti degli ultimi decenni. Gli europei si prestano volentieri al gioco, costretti così ad importare gas e petrolio a prezzi notevolmente superiori (e resa ridotta). Che questo possa comportare l'indebolimento delle economie del Vecchio Continente, già falcidiate dall'aumento spropositato dei prezzi dei beni di prima necessità e dall'impennata dei costi energetici (il cui impatto è relativo per le élite tanto care a Draghi e Meloni) è aspetto secondario; così come sono residuali la diplomazia e i tentativi di dialogo prontamente "saltati" a causa di qualche attentato terroristico ucraino sponsorizzato dall'Occidente. Perché per noi "democratici", che da quattro anni invochiamo l'invasione russa in altri Paesi, la pace si raggiunge con la deterrenza delle armi.
Come diceva Orwell: "la guerra è pace". Ricapitolando, soprattutto per gli italiani creduloni e con la memoria corta, che criticano la classe politica (il populismo) ma poi si rimettono nelle loro mani: un governo golpista e fiancheggiato dai nazisti, gestito dagli americani e presieduto da un comico scadente, corrotto e despota, che usa parte degli aiuti per navigare nell'oro e, al tempo stesso, va a caccia in mezzo alle strade di persone da arruolare forzatamente (dopo aver spedito al fronte detenuti, tossicodipendenti e malati di aids) pretende di dettare la linea agli occidentali. La continua supplica di armi migliori ed ora la richiesta di far ritornare in Ucraina tutti quelli che sono in età di leva. Lo scopo è di entrare a far parte, insieme ai suoi amici oligarchi, del circolo di privilegiati come premio per la fedeltà atlantica. UE e Nato rappresentano il paravento dell'inclusione, al fine di una ricostruzione da rimandare (più dura la guerra e più gli affari vanno bene) ma da appaltare agli avvoltoi delle ricette liberiste. Con il sacrificio attuale di centinaia di migliaia di persone, che rappresentano "l'effetto collaterale" di un conflitto provocato e programmato da tempo. E con i futuri rapporti fra vicini pregiudicati da nazionalismi e barbarie. Sempre nel nome della supremazia dell'Occidente.
Nel frattempo i Paesi europei magnificano le forze armate, mandano i vertici degli eserciti a fare formazione e proselitismo nelle scuole e nelle università e pensano di reintrodurre la leva obbligatoria.


