Afghanistan: l'inatteso che tutti si aspettavano

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Afghanistan: l'inatteso che tutti si aspettavano

Le truppe di occupazione occidentali hanno lasciato l'Afghanistan e i talebani si sono ripresi il paese esattamente come avevano fatto oltre 20 anni fa a seguito della guerra civile che interessò il paese dopo la ritirata sovietica. Prima di fare un'analisi della situazione dobbiamo ricordare che ciò che sta succedendo era previsto, anche se non nella forma, da tempo. 

Innanzitutto chiariamo che accusare in qualche modo Biden di ciò che si sta verificando è una sciocchezza: le trattative vennero infatti portate a termine da Trump. Che Biden potesse avere le capacità o la volontà di fare meglio, ebbene questa è una pia illusione. 

Il ritiro delle truppe alleate è iniziato quindi già a giugno ed era ampiamente previsto dagli incontri che per tre anni si sono svolti a Doha tra USA e talebani con l'intermediazione della Turchia. Nessun americano voleva più stare in Afghanistan per nessuna ragione e se pensiamo che di motivazioni reali non ce n'era nemmeno l'ombra già 20 anni or sono (questa è opinione assolutamente maggioritaria tra gli esperti di geopolitica) è evidente che le cose non potessero andare tanto diversamente da come sono andate. 

La rapida riconquista del paese da parte dell'unica forza politico militare che in questi anni si è opposta all'invasione occidentale ha sorpeso un po' tutti e la dice lunga su chi sia chi in quel martoriato paese. L'esercito afghano costituito da 300.000 effettivi addestrati e molto ben armati e forte addirittura di un'aeronautica non ha opposto nessuna resistenza alla riconquista talebana. I talebani piaccia o no sono stati in un certo modo la vera fonte di rispetto della legalità in quel paese sia prima dell'invasione occidentale, con la loro lotta ai mujaheddin, sia poi con la lotta contro gli invasori ed i terroristi al soldo degli invasori medesimi.

Mentre i talebani attaccavano le forze armate straniere, quelli dell'ISIS finanziati dall'occidente mettevano le bombe nelle scuole femminili, nei mercati rionali e  terrorizzavano la popolazione che alla fine ha visto negli studenti coranici l'unica forza in grado di portare ordine e diritto (premessa indispensabile per ogni forma di convivenza civile) nel paese.

Gli americani in questi 20 anni non hanno fatto nulla per il popolo afghano: le condizioni di vita (scuola, lavoro, infrastrutture, diritti) degli afghani non sono cambiate minimamente. Le truppe americane insieme ai mercenari si sono preoccupate, tra un bombardamento di un funerale ed uno di una festa di  matrimonio, di proteggere i campi di papavero coltivati soprattutto nella zone di competenza USA. Basta guardare le pregevoli cartine pubblicate da Limes a riguardo per rendersene conto.

A nulla valgono i piagnistei di quegli afghani che, prima hanno collaborato con gli invasori godendone degli effimeri privilegi ed ora piagnucolano per una sconfitta del tutto preventivabile.

Com'è la situazione generale?

La Cina vuole fare affari ma soprattutto garantirsi un Afghanistan che non destabilizzi la regione dello Xinjiang. Il Pakistan che dei talebani è praticamente il padre fondatore e finanziatore potrebbe beneficiare dell'attuale situazione politica per avere le spalle coperte nella sua eterna lotta contro l'India. L'Iran che condivide una fratellanza linguistica e culturale con i pashtun, che in Afghanistan è l'etnia maggioritaria, è sempre presente ed interessata. 

Per la Turchia, che ha sponsorizzato le trattativa di Doha, quella è la zona da cui sono partiti gli avi che hanno poi conquistato il mondo e le relazioni con quei popoli e quella parte di modo è quasi sacra, ma comunque forte ed attuale. Per i Russi invece si tratta del confine di ciò che una volta era l'URSS, quindi il giardino di casa e vista l'evoluzione dei rapporti con l'India (tiepide) ed il Pakistan (in netto miglioramento), l'Afghanistan ha un'importanza strategica non marginale. 

Mentre il mondo orientale si muove, a non poter fare nulla sono le potenze occidentali. E lo sono per due motivi. Il primo è che l'Afghanistan non è un paese strategicamente fondamentale a livello globale ma solo a livello regionale. Il secondo è che un occidente stremato dal suicidio aconomico dato dal covid e dalla mancanza di una cera strategia è del tutto impotente.

La nostra sinistra governativa che per inconsistenza culturale e di proposta politica sta appoggiando tutte le guerre umanitarie possibili si sta stracciando le vesti per la sorte delle donne afghane, della cui sorte tutti ci dobbiamo preoccupare ovviamente. Ma come? Di certo non tornare come invasori da quelle parti perché prenderemmo solo altri e più duri schiaffi.
 
Inneggiare alla Jihad dei diritti umani come stanno facendo i mujaheddin dei "diritti universali" di casa nostra è ridicolo: questa è gente del tutto priva di spessore che crede di avere grandi ideali quando in realtà a stento capisce di cosa stia parlando e non ha nemmeno i piedi ben piantati per terra. I talebani invece le idee le hanno ben chiare e piaccia o no andranno per la loro strada.
 

Francesco Corrado

Francesco Corrado

Giornalista 

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