Afghanistan, Massoud: «Pronto a formare un governo con i talebani»

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"Abbiamo affrontato l'Unione Sovietica, saremo in grado di affrontare i Talebani”, ha affermato in un’intervista all’emittente al Arabiya, Ahmed Massoud, 32enne figlio del ‘Leone del Panshir’ che combattè contro i soldati sovietici  negli anni ’80 e poi successivamente anche contro i talebani che non riuscirono a conquistare la valle tagika. 

Subito dopo però il leader della cosiddetta resistenza del Pashir apre ai talebani. "Sono pronto a formare un governo inclusivo con i talebani attraverso negoziati politici, un governo estremista in Afghanistan è inaccettabile”, dichiara ad al-Sharq Al-Awsat. 

"Siamo pronti a parlare con i talebani, siamo già in contatto e i nostri rappresentanti si sono incontrati più volte. Anche noi - sottolinea Massoud - siamo musulmani, anche noi vogliamo la pace, quindi lavoriamo insieme, però il movimento vuole imporre con le armi cose che noi non accetteremo. Se vogliono la pace, e ci parlano e lavorano con noi, siamo tutti gli afghani e ci sarà la pace". 

L'Afghanistan, spiega Massoud, "non è mai stato, non ha mai avuto un forte sistema centralizzato. In questo ha fallito per più di 100 anni ed è stato dimostrato che la soluzione migliore è il decentramento e l'empowerment regionale senza danneggiare l'integrità territoriale. L'Afghanistan è una nazione, ma non deve essere gestito da una città, poiché è come la Svizzera, ha nazionalità e lingue diverse. Ma a causa della corruzione dilagante e della cattiva governance causate dal sistema di governo e di sicurezza altamente centralizzato, il governo afghano non è riuscito a ottenere il sostegno della popolazione. Questa società afghana diversificata e multietnica ha bisogno di un sistema politico decentralizzato". 

Il Panshir, afferma poi Massoud, "è l'unica provincia che resiste, l'intero Paese è caduto, ma noi teniamo duro, così come abbiamo sconfitto i sovietici negli anni '80 e come abbiamo sconfitto i talebani negli anni '90. Sono disposto a perdonare il sangue di mio padre per portare pace, sicurezza e stabilità nel Paese”. 

Suo padre, Ahmed Shah Massoud, rimase vittima di un attentato esplosivo avvenuto due giorni prima dell’11 settembre 2001, per mano di due terroristi travestiti da giornalisti tunisini, ingaggiati da Bin Laden. 

Intanto anche Hashmat Ghani, fratello dell'ex presidente afghano Ashraf Ghani, ha dichiarato di aver accettato l'acquisizione del Paese da parte dei talebani, ma ha chiesto la formazione di un governo inclusivo. Parlando ad Al Jazeera dalla sua casa di Kabul ovest, Ghani ha affermato che il riconoscimento del nuovo ordine a Kabul è una necessità "per il popolo afghano" in un momento in cui le forze straniere sono a pochi giorni dal loro ritiro definitivo.  

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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