ALTRO GIRO ALTRO REGALO: AGEVOLATI GLI INFORTUNI IN NERO

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ALTRO GIRO ALTRO REGALO: AGEVOLATI GLI INFORTUNI IN NERO


di Giorgio Cremaschi

Il Jobsact continua a dare i suoi frutti velenosi, come una pianta geneticamente modificata. Del resto è stato concepito così, un mandato in bianco al governo per produrre tutti quei provvedimenti di legge che volta per volta siano nell'agenda di Confindustria.

Ora apprendiamo che all vigilia di Natale la banda Renzi ha abolito l'obbligo per le aziende di temere un registro degli infortuni. Questa misura viene presa nell'anno che registra, dati ufficiali INAIL, un aumento delle persone uccise sul lavoro, dopo anni di calo.

Questo nonostante la disoccupazione di massa. La stessa INAIL ci dice che il numero complessivo degli infortuni sul lavoro sarebbe nello stesso periodo diminuito. Più morti e meno infortuni? Impossibile, è ovvio che questo vuol dire che mentre i morti è impossibile che non siano registrati, i feriti ove possibile non vengono denunciati. Per capirci un lavoratore si fa male e il padrone gli fa capire che è meglio che si metta in malattia, altrimenti perderà il posto di lavoro. Se il lavoratore è un precario o un nuovo assunto, come sappiamo, il Jobsact garantisce all'azienda la libertà di licenziamento. Se poi è un migrante il ricatto è doppio, triplo. 
 
Insomma da tempo crescono gli infortuni in nero e il governo, sensibile come sempre alla sofferenza delle imprese peggiori, ha deciso di togliere ad esse anche la fatica di dover registrare chi si fa male in azienda. Certo resta l'obbligo di denunciare l'infortunio all'Inail , ma un eventuale ispettore che volesse indagare su mancate denunce avrà il proprio lavoro complicato. Anche qui però il governo è intervenuto accorpando e tagliando tutto il personale degli ispettorati.
 
Non si può dire che alla coppia Renzi Poletti manchi la coerenza criminale quando si tratta di lavoro.

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