AMAZON E LO SCHIAVISMO 2.0
"È lo schiavismo 2.0 che si combatte con la sana vecchia lotta di classe".
di Giorgio Cremaschi
Fai un'ordinazione via rete ad Amazon e sei cittadino del modernissimo mercato globale. Ti arriva il furgone con il facchino, quasi sempre di pelle scura, che ti chiede una firma elettronica, e usufruisci di quello che ti pare un progresso senza precedenti. Sui mass media tutti i piu famosi commentatori e i politici rampanti ti spiegano costantemente che le nuove tecnologie hanno concellato i conflitti sociali del passato e che solo vecchi inguaribili conservatori negano la realtà.
Poi inchieste come questa del New York Times portano alla luce uno sfruttamento e una ferocia medioevale verso il lavoro. In Germania tempo fa in un campo (più giusto dargli questo nome), Amazon si scopri che le guardie private che mettevano ordine tra i facchini erano reclutate tra le associazioni neonaziste. Ma non è solo la ditta americana a comportarsi così, tutto il mondo della logistica oggi si fonda su rirmi e condizioni di lavoro durissime, su paghe di fame e su prepotenze e violenze padronali. Le tante lotte dei facchini qui da noi hanno fatto emergere questa realtà. Che non è confinata nel settore della distribuzione, basta ricordare i suicidi per supersfruttamento nell' azienda cinese che costruisce i telefonini Apple.
Le nuove tecnologie e le nuove organizzazioni della produzione e della distribuzione delle merci sono state utilizzate dal capitalismo globale per imporre condizioni di lavoro indegne. La modernità copre la più brutale regressione sociale e civile, il lavoro di raccolta delle arance in Calabria, dominato dal caporalato, diventa un modello generale che arriva fino alle imprese regine del mercato azionario.
È lo schiavismo 2.0 che si combatte con la sana vecchia lotta di classe.
Per approfondire Leggi: Amazon, le dure condizioni di lavoro nell'inchiesta del New York Times: "Turni di 80 ore a settimana, crisi di pianto e controlli anche in bagno" (FOTO)

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