Annan giudica "inaccettabile" il livello di violenze in Siria

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Annan giudica "inaccettabile" il livello di violenze in Siria

L'inviato speciale delle Nazioni Unite in Siria Kofi Annan ha dichiarato al Consiglio di Sicurezza che il livello di violenza presente nel paese è intollerante. In una video conferenza dalla Svezia martedì, l'ex Segretario generale delel Nazioni Unite si è dichiarato “particolarmente allarmato dai rapporti delle truppe governative che sono entrate a Hama ieri dopo che gli osservatori avevano lasciato la città, uccidendo un numero significativo di persone. Se confermato è totalmente inaccettabile". Mentre la violenza prosegue nei sobborghi di Damasco, il segretario generale delle Nazioni Unite ha aggiunto che "dobbiamo mantenere occhi ed orecchie sul campo per controllare il cessate il fuoco". Ed ha poi intimato le truppe siriane a ritirarsi dai centri abitati, come previsto dal piano di pace in sei punti.
Non si fermano le violenze nel paese, nonostante la presenza della missione di monitoraggio. Manhal, un attivista di Hama, ha dichiarato ad Al Jazeera che la visita nel quartiere di Arbaeen domenica è stata seguita da un raid governativo. "Le Nazioni Unite portano la morte con loro" ha dichiarato. Almeno 50 persone sono rimaste uccise nei bombardamenti di quel giorno. Martedì, secondo la Commissione locale di cordinamento, decine di morti sono da registrare a Douma, nei bombardamenti successivi alla visita degli osservatori. Ahmad Fawzi, portavoce di Annan, ha dichiarato che le Nazioni Unite hanno avuto rapporti credibili sul fatto che "le persone che si approcciano agli osservatori per denunciare la situazione rischiano poi l'arresto o addirittura di essere uccisi".
Herve Ladsous, il sottosegreatrio delle Nazioni Unite per le operazioni di peacekeeping, ha dichiarato al Consiglio di sicurezza che il dispiegamento della missione di monitoraggio sta procedendo lentamente e per fine maggio è previsto l'arrivo di 100 operatori sul totale di 300, che, come ha confermato Ban Ki-Moon saranno dispiegati in dieci diverse città. Secondo Annan la missione di monitoraggio è utile a contrastare le violenze. "Abbiamo visto le cose cambiare ad Homs, dove la violenza si è ridotta drasticamente per la presenza degli osservatori". Annan si è comunque dichiarato particolarmente preoccupato per le zone dove gli osservatori non sono ancora arrivati, in particolare la provincia settentrionale di Idlib vicino al confine con la Turchia.

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