Armi al regime di Kiev e il "sogno" di Hillary Clinton
Nessuno può dimenticare la frase alla Giulio Cesare che Hillary Clinton pronunciò sghignazzando in tivù, alla fine di ottobre 2011, non appena le arrivò la notizia del linciaggio di Muammar Gheddafi: «Siamo venuti, abbiamo visto, è morto».
Ed eccola ora, ad auspicare un esito afghano in Ucraina. Ecco le sue parole, che riportiamo con alcuni commenti; il video è al link sottostante.
«Ricordiamo, l’Unione sovietica invase l’Afghanistan nel 1980 – veramente ci risultava alla fine del 1979, ndR – e benché nessun paese avesse partecipato direttamente, cert molti paesi mandarono molte armi, consigli e consiglieri a quelli che erano reclutati – da chi? ndR - per combattere contro la Russia – veramente era l’Unione sovietica, ndR – e… certo non finì bene per i russi. Sì, ci furono alcune conseguenze non attese, come sappiamo – per esempio il mondo fu via via invaso dal terrorismo prima di Al Qaeda e poi dell’Isis, ndR – ma è chiaro che insorti armati molto motivati e ben finanziati e armati cacciarono i russi dall’Afghanistan. Naturalmente il terreno è diverso, lo sviluppo, le aree urbane, ma è il modello al quale si può guardare. Se abbastanza armamenti riescono ad arrivare, e dovrebbe essere possibile, attraverso alcune delle frontiere fra altri Stati e Ucraina, così da mantenere ben equipaggiati sia l’esercito che i cittadini, soldati volontari, questo può fronteggiare la Russia. Sia chiaro: la Russia ha una potenza militare schiacciante. Ma era così anche in Afghanistan. E anche in Siria, dove la Russia ha usato molto la forza aerea eppure ha avuto bisogno di anni per sconfiggere gli insorti e le forze democratiche - ? ndr - e le altre - non democratiche? ndR - che combatterono contro la Russia e lo Stato siriano e gli iraniani. Insomma, se lotti per la tua patria, la tua famiglia, i tuoi ideali – come i mujaidin afghani e quelli in Siria, giusto? ndR –, è molto più potente che mandare questi poveri, giovani soldati russi che non sapevano nemmeno dove stavano andando finché non hanno oltrepassato la frontiera e la gente urlava contro di loro e hanno capito di essere in Ucraina. Dunque, dobbiamo essere attenti, dobbiamo fornire armamenti sufficienti ai militari ucraini e ai volontari – tipo anche il battaglione Azov e altre creature? ndR – e stringere sempre di più la morsa».

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