Assemblea romana contro la guerra convoca mobilitazione 19 marzo

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Assemblea romana contro la guerra convoca mobilitazione 19 marzo

di Alberto Fazolo

 

Nella città di Roma le forze della sinistra di classe si mobilitano in maniera unitaria contro la guerra. Una guerra che va avanti da otto anni e che ora ha avuto una escalation che potrebbe portare a conseguenze catastrofiche. 
 
Per sabato 19 marzo è indetto un corteo in prossimità del comando interforze nel quartiere di Cinecittà. La base si trova in una zona altamente abitata e rappresenta un obiettivo militare strategico. Per questo motivo si teme per un possibile attacco, nei giorni scorsi sono state fatte delle esercitazioni in cui è risuonata la sirena della anti aerea seminando il panico tra gli abitanti.
 
Tuttavia la guerra si era già fatta sentire dai cittadini che la vedono ogni giorno tradotta in carovita, una delle tante emergenze che il governo non sa affrontare. 
 
La narrazione dei fatti sui media mainstream è spesso scandalosa, si stanno istigando le masse per trascinare il paese in una guerra in cui potrebbe perdere tutto. 
 
Per questi motivi è necessario mobilitarsi in percorsi di reale opposizione alla escalation militare, rifiutando qualsiasi ipotesi di finto pacifismo che si traduce in una legittimazione all'azione guerrafondaia del Governo.
 
Appuntamento: piazza Don Bosco, ore 15:00.
 
Il percorso dell'”Assemblea romana contro la guerra”, iniziato il 19 febbraio a piazza Barberini e passato dall’assemblea pubblica al Tiburtino III e, in modo eterogeneo e tranne alcuni aderenti, dalla manifestazione del 5 marzo con parole chiare e determinate, convoca una manifestazione cittadina per sabato 19 marzo che parta da piazza Don Bosco e arrivi a piazza dei Consoli, con le seguenti parole d’ordine:
 
-Immediato “cessate il fuoco”
-Fuori l’Italia dalla guerra
-Fuori la Nato dall’Europa
-Via le basi dai quartieri popolari
-No all’economia di guerra e all’invio di armi, sì alle spese sociali
-Basta propaganda di guerra
 
Nel cuore di Cinecittà è presente il Comando Operativo Interforze, la struttura militare più importante delle forze armate del paese, obiettivo sensibile che entrerebbe nel mirino immediato di un’eventuale guerra generalizzata, come paventato dall’interventismo mostrato dal governo Draghi alle Camere.
 
I quartieri popolari della città già soffrono le conseguenze di un’economia di guerra che colpisce duramente le tasche dei propri abitanti, come testimoniano i rincari dei prezzi alimentari ed energetici.
 
Per il nostro paese e per i nostri quartieri, già martoriati dalla disoccupazione, dalle morti sul lavoro, dalla repressione del dissenso sociale e studentesco, l’aumento delle spese militari significherebbe una diminuzione delle già scarne spese sociali, a cui si andrebbe a sommare l’eventuale “messa nel mirino” di un attacco nel cuore della città.
 
Contro questa eventualità, l’assemblea ribadisce la necessità di portare avanti parole d’ordine chiare che mettano al centro gli interessi popolari e un programma politico di rifiuto della guerra e l’avvio di un percorso di pace “giusta”, fatta di cooperazione, solidarietà e giustizia sociale, garantendo l’autodeterminazione dei popoli, per cui dal 2014 lottano i cittadini delle Repubbliche popolari del Donbass.
 
Ci rendiamo altresì disponibili ad organizzare assemblee pubbliche di quartiere con le realtà disponibili al confronto sui temi portati e nati dall’Assemblea.
 
Assemblea romana contro la guerra

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