Azione legale contro Obama da un'azienda cinese
Ralls Corp chiede l'annullamento di un decreto che ha bloccato la costruzione di una sua centrale eolica per "motivi di sicurezza nazionale"
Ralls Corp, una azienda cinese operante negli Stati Uniti ha intrapreso un'azione legale contro Barack Obama, dopo che il presidente americano ha bloccato la settimana scorsa la costruzione di una centrale eolica, vicino ad una base navale in Oregon - utilizzata per sperimentare i droni e nuove tecnologie di guerra elettronica - per questioni di sicurezza nazionale. Si tratta del primo investimento straniero bloccato negli Stati Uniti da 22 anni e la questione è divenuta tema di dibattito in piena campagna elettorale per le presidenziali del prossimo novembre.
Nella deposizione pubblicata martedì dal tribunale incaricato, Ralls Corp accusa Obama di aver agito “in modo illegale e non autorizzato" per non aver trattato l'azienda “in modo eguale” . Nella motivazione della decisione di blocco dei lavori della settimana scorsa, la Casa Bianca aveva invece sostenuto come "ci fossero prove credibili sufficienti a sostegno della tesi che Ralls Corporation... possa prendere decisioni in grado di mettere in pericolo la sicurezza del paese." L'azienda accusa però l'amministrazione Obama di non aver prodotto nessuna evidenza a sostegno di questa tesi e Zhou Qing, legale della compagnia cinese intervistato da Xinhua, ha dichiarato che non esiste alcuna minaccia alla sicurezza nazionale americana e che la decisione di Obama è volta solo a proteggere l'industria americana delle centrali eoliche. Quindi solo propagnada elettorale in un periodo di un sentimento crescente di diffidenza verso la Cina da parte degli americani.
Dopo che lo scorso mese, l'amministrazione Obama ha inviato una protesta ufficiale all'Omc contro la Cina per la pratica di sussidi alla sua azienda automobilistica, l'affaire Ralls Corp potrebbe incrinare ulteriormente i rapporti commerciali tra i due paesi. A metà settembre, un'inchiesta del Pew Research Center ha dimostrato come la maggior parte degli americani, che continuano a definire "generalmente buone” le relazioni con la Cina, considerano Pechino come la maggiore minaccia per gli interessi americani.

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