Bolivia: accordo per la gestione della miniera di Colquiri
Il governo Morales trova un compromesso accettato dai lavoratori pubblici e privati che si contendevano la gestione.
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Lo scontro per la miniera di stagno di Colquiri, a 200 chilometri dalla capitale boliviana La Paz, trova finalmente una soluzione. Le due diverse sigle sindacali contrapposte hanno deciso di firmare un accordo con il governo socialista di Evo Morales sulla gestione della miniera appartenente, prima della nazionalizzazione del governo, alla compagnia svizzera Glencore Sinchi Wayra. Lo scontro tra i lavoratori privati e pubblici a Colquiri aveva generato ripetute manifestazioni di violenza e vere e proprie guerriglie nelle strade limitrofe, che avevano prodotto la morte di un lavoratore, Hector Choque, e la paralisi della capitale per diversi giorni. Migliaia di persone sono impiegate nel settore minerario e la Bolivia dipende in modo consistente dall'esportazione delle sue risorse naturali.
In particolare "Los cooperativistas", i dipendenti del settore pubblico, chiedevano il diritto di sfruttare la vetta del Rosario nel distretto di Colquiri, la destituzione del presidente della Corporazione Miniera di Bolivia, Hector Cordova ed il rispetto del decreto 1337, che li autorizza a sfruttare parte della vetta in questione. Di contro "los asalariados" chiedevano l'inversione completa di tale giacimento nelle mani della Corporazione Miniera di Bolivia. Il ministro Carlos Romero si è felicitato del compromesso raggiunto. “Abbiamo firmato un accordo storico, che pone fine ad uno dei conflitti peggiori che la Bolivia ha dovuto affrontare negli ultimi cinque anni”. La miniera sarà ora divisa in sette sezioni più piccole ed i minatori di entrambi potranno sfruttare i minerali in modo congiunto.

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