Bolivia: Gli Stati Uniti complottano contro Morales

La denuncia del ministro Juan Ramon Quintana contro l'ambasciata americana

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La Bolivia ha prove inconfutabili che gli Stati Uniti stanno lavorando per destabilizzare il governo del presidente Evo Morales. A dichiararlo in una conferenza stampa, il ministro del governo Morales, Juan Ramon Quintana, che ha sottolineato, inoltre, la volontà del governo di consegnare le prove dell'attività sabotatrice dell'ambasciata americana direttamente al presidente statunitense. Quintana, che ha chiesto formalmente ad Obama di interrompere lk'ostracismo verso La Paz, ha poi denunciato il fallimento degli Stati Uniti nel progredire per quel che riguarda la giustizia sociale, democrazia, lotta al narcotraffico e corruzione. Venerdì lo stesso Morales aveva accusato gli Stati Uniti di strumentalizzare l'arresto di un uomo d'affari americano, Jacob Ostreicher, in prigione a La Paz per riciclaggio e traffico di droga, con lo scopo di minare l'immagine del suo governo.
Le ultime accuse del governo boliviano contro l'ambasciata Usa sono inquadrabili in “una guerra permanente” contro le politiche di Morales da parte degli Stati Uniti iniziata al momento del suo insediamento nel 2006. Le politiche socialiste, incentrate su una grande redistribuzione delle ricchezze e la nazionalizzazione di molte compagnie internazionali, decise dal governo del primo presidente indigeno nella storia del paese hanno incrinato in modo definitivo le relazioni con Washington. Nel 2008, nel momento di massima tensione tra i due paesi, Morales ha deciso di espellere l'ambasciatore americano Philip Goldberg, accusando gli Stati Uniti di fomentare le proteste anti-governative in corso in Bolivia. I due paesi hanno poi concordato di ristabilire le relazioni diplomatiche nel 2011, ma non hanno ancora proceduto allo scambio formale degli ambasciatori. 

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