Bolivia, scontri e feriti nel secondo giorno di sciopero nazionale
Un viceministro, sei poliziotti e un numero ancora indeterminato di manifestanti sono rimasti feriti nei violenti scontri registrati nelle città boliviane di La Paz e Cociabamba, durante il secondo giorno di sciopero indetto dalla COB - Centrale Operaia Boliviana. Lo sciopero terminerà oggi; è stato indetto per cercare di fare pressione al governo di Evo Morales, affinché alzi i salari dell'otto per cento, abroghi un decreto che ha dato origine alla rivolta dei medici, infermieri e personale amministrativo dei servizi di salute pubblica e risolva il conflitto degli indigeni del bassopiano, i quali manifestano contro una legge che va contro la protezione del Territorio Indigeno del Parco Nazionale di Isidoro Secure - TIPNIS.
Il sottosegretario agli Interni, Jorge Perez, è stato ferito lievemente da una ragazza che gli ha lanciato un pezzo di ceramica: sarebbe stato colpito da "un oggetto, una specie di mosaico di ceramica rotta a forma di triangolo", ha dichiarato ai giornalisti il sottosegretario stesso. La polizia già ha fermato una ragazza sospettata del gesto. Una pioggia di pietre e piccole cartucce di dinamite hanno causato sei feriti fra i poliziotti e un'altra è rimasta intossicata dai gas lacrimogeni lanciati dai suoi colleghi contro i manifestanti, che sono riusciti a rilanciarli contro le forze dell'ordine.
Lonilda Zurita, coordinatrice nell'area di Cociabamba dei movimenti sociali filogovernativi, ha dichiarato che se sabato non avrà ancora ripreso la normale attività ospedaliera dovranno "chiedere un'immediato licenziamento, perché il personale medico non può continuare a ricevere dei soldi senza lavorare"

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