Borrell: "Metà delle bombe cadute su Gaza sono state fabbricate in Europa"

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Borrell: "Metà delle bombe cadute su Gaza sono state fabbricate in Europa"

 

L’ex Alto rappresentante dell'UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza Josep Borrell, sostiene che l'Unione europea non sta esercitando sufficiente pressione su Israele affinché smetta di devastare la Striscia di Gaza e di peggiorare la crisi umanitaria nell'enclave palestinese.

In un'intervista a Cadena SER, l'ex ministro degli Esteri europeo ha ricordato che la Commissione europea "potrebbe proporre di limitare gli scambi commerciali con Israele".

Inoltre, Borrell ha aggiunto un particolare che conferma il ruolo del blocco europea nella guerra genocida che Israele ha mosso contro la Striscia di Gaza: "Se l'Europa volesse, avrebbe una grande capacità di influenzare Israele. Metà delle bombe che cadono su Gaza sono bombe fabbricate in Europa". Per l’ex commissario UE dovrebbero essere imposte sanzioni ai membri del governo israeliano, che non ha esitato a definire il " governo più estremista, radicale e religiosamente fanatico mai esistito" nello Stato ebraico.

"Quando senti quello che dicono e vedi quello che fanno, non c'è dubbio che ci sia un intento genocida ", ha sottolineato.

"Trattamento diverso di Ucraina e Palestina"

Tuttavia, l'ex ministro degli Esteri dell'UE ha ribadito di non nutrire "alcuna speranza" che l'UE adotti misure punitive, dato che le sanzioni personali a Bruxelles vengono adottate all'unanimità.

"Ci siamo ripuliti la coscienza fornendo aiuti umanitari, come se si trattasse di una catastrofe naturale", ha lamentato Borrell, che ha criticato l'UE per non aver fatto nulla per fermare il governo di Benjamin Netanyahu.

D'altro canto, ha riconosciuto che il blocco dell'UE ha "perso enorme credibilità presso il resto del mondo a causa del diverso trattamento riservato all'Ucraina e alla Palestina".

Borrell ha rilasciato queste dichiarazioni dopo che questa settimana la maggioranza dei ministri degli esteri dell'UE ha votato  a favore della revisione dell'accordo di associazione con Israele, il quadro giuridico che regola le relazioni bilaterali tra Bruxelles e Tel Aviv, al fine di aumentare la pressione su Israele affinché ponga fine al blocco della popolazione nella Striscia di Gaza.

Secondo i diplomatici dell'UE, diciassette Stati membri hanno pubblicamente sostenuto l'iniziativa, tra cui Belgio, Slovenia, Spagna, Finlandia, Francia, Irlanda, Lussemburgo, Portogallo e Svezia.

 

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