E' scontro tra liberali e islamisti per stilare la nuova Costituzione del paese. Si è formata soltanto due giorni fa, ma la Commissione costituente egiziana, composta da 50 parlamentari e 50 membri della società civile, fa registrare un vero e proprio esodo di esponenti liberali ed attivisti. Agli otto dimessesi domenica, cinque esponenti del Partito socialdemocratico egiziano e tre esponenti liberali, si aggiungono lunedì i nomi di tre personalita' molto note: Amr Hamzawi, parlamentare liberale, docente universitario e attivista per i diritti umani; Ahmed Harara, attivista divenuto cieco per gli scontri a piazza Tahrir; Mona Makram Ebeid, cristiana copta, per anni parlamentare e attualmente docente di scienze politiche all'American University del Cairo. ''Lascio per la connotazione islamista e per la minima presenza di donne'', ha scritto Makram Ebeid su Twitter.
Su cento seggi le forze islamiche ne controlleranno 65: la formazione più rappresentata sarà Libertà e giustizia, braccio politico dei Fratelli musulmani, seguita dai salafiti di Al Nour e da altre personalità indipendenti orbitanti nella stessa area. La Costituente egiziana si riunira' per la prima volta mercoledi' e l'Unione dei giovani della rivoluzione ha indetto una manifestazione ''di massa' per protestare contro la presenza massiccia di islamisti nell'organismo che dovra' riscrivere la Costituzione. Critiche sulla predominanza di esponenti di orientamento islamico sono state espresse da formazioni laiche, in particolare dal Partito socialdemocratico, dal Partito dei liberi egiziani e dal Wafd. Pur avendo loro rappresentanti, secondo il quotidiano ‘Al Ahram’ i tre partiti stanno valutando l’opportunità di ritirarsi dall’organismo incaricato di redigere la Legge fondamentale dello Stato.
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