CARO VAROUFAKIS, O SI IMPARA DAL DISASTRO TSIPRAS O LO SI RIPETE
di Giorgio Cremaschi
Trovo giusta la sostanza di questa analisi di un gruppo di compagni spagnoli. Non servono più a niente ammucchiate delle buone intenzioni che mettono assieme linee opposte facendo finta che siano convergenti.
Nella coalizione chiamata Piano B c'è chi, come Lafontaine, prende atto che UE e Unione europea non sono riformabili, e propone altre strade. Su di esse si può e si deve discutere, ma intanto è positiva la premessa. Ma nel Piano B c'è anche chi, come Varoufakis, continua a riproporre la linea di contrattazione e riforma della Unione che ha portato al disastro e alla resa il governo Tsipras e lui alle dimissioni.
Partecipa poi al progetto il nostro Fassina, che nei convegni si dichiara No Euro ma nella pratica politica rimuove semplicemente il tema. Verso il Piano B si rivolgono poi le speranze di tutte le forze disperse della sinistra radicale, che con tutto il rispetto per le buone intenzioni, continuano a ripetere lo stesso errore. Non è che le varie coalizioni arcobaleno, fallite in Italia, diventino vincenti se riproposte a livello europeo. Il nodo sta sempre nel considerare alla fine i contenuti secondari rispetto alla necessità di costruire coalizioni, per cui si fanno coalizioni senza veri contenuti, che proprio per questo sono destinate a fallire.
L'Unione Europea e l'Euro sono quelli di Schauble, sono il capitalismo reale europeo ed il suo sistema di potere. O si sta con quel sistema di potere che non è riformabile nelle scelte di fondo, come ha ricordato Monti a Renzi che fa finta di non saperlo, o si sta contro di esso. In mezzo ci sono solo i disastri delle sinistre che rifiutano di prendere atto della realtà.
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