Colloqui sul nucleare iraniano: non si esce dall'impasse
L’ultimo round dei colloqui 5+1 – Iran per sbloccare l’impasse sul programma nucleare iraniano si è rivelato “difficile e inconcludente”. È questo il giudizio emesso dall’Alto Rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza dell’Unione Europea, Catherine Ashton, a margine dei negoziati sul nucleare iraniano appena conclusisi a Mosca e che seguono quelli di Baghdad e Istanbul. La trattativa è stata interrotta perché Teheran ribadisce il suo diritto ad un programma nucleare e la rimozione delle sanzioni a suo carico. UE e USA, invece, ribadiscono le loro richieste: sospensione dell’arricchimento dell’uranio al 20%, vendita a Paesi Terzi dell’uranio già arricchito a questo livello e chiusura dell’impianto a Fordo. In cambio fornirebbero all’Iran uranio arricchito ad un livello più base e utilizzabile per i soli scopi civili. Il Presidente Ahmadinejad ha però fatto sapere che l’Iran rinuncerà all’arricchimento al 20 % soltanto se USA e UE garantiranno all’Iran la fornitura di uranio arricchito a quel livello.
Il prossimo incontro, di carattere tecnico, è stato già programmato per il 3 luglio prossimo ad Istanbul. Il 1° luglio entrerà però in vigore l’embargo europeo contro le importazioni di greggio iraniano e pochi giorni dopo diverranno efficaci le nuove sanzioni previste dagli USA contro la Banca Centrale Iraniana. Queste sanzioni andranno a gravare ancora più duramente sull’economia iraniana che, nel settore petrolifero, oltre ad una diminuzione del costo del greggio al barile registra una riduzione nel volume delle esportazioni.

1.gif)
