Colombia: riprendono all'Avana le trattative con le Farc
In un clima di tensione inizia mercoledì l'ultima fase dei negoziati che dovrebbe portare alla storica pace.
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Mercoledì all'Avana riprendono i negoziati di pace tra la Colombia ed il gruppo ribelle delle Farc. Il clima si è acceso dopo che sabato le forze governative hanno bombardato il campo ribelle di Narino al confine con l'Ecuador, uccidendo almeno 20 ribelli e domenica il Presidente Santos ha fissato novembre 2013 come ultimatum per il raggiungimento della pace. La delegazione delle Farc accusa il governo di “incongruità politica” per aver rifiutato di unirsi nella tregua decisa dalle Farc ad inizio delle trattative il 15 novembre scorso.
Il dialogo che si sta svolgendo a Cuba è il quarto tentativo di concludere la guerriglia che in 50 anni nel paese ha prodotto oltre 600 mila morti e 4 milioni di dispersi. Iniziate ad Oslo il 18 ottobre scorso, le trattative vertono su 5 punti principali: la riforma agraria, la trasformazione delle Farc in partito politico, il traffico di droga, l'amnistia ed i diritti delle vittime del conflitto. Le due delegazioni al termine della prima fase dei negoziati all'Avana la scorsa settimana avevano espresso ottimismo sul raggiungimento di un accorso e dichiarato di aver raggiunto un'intesa sul nodo centrale delle trattative, la proprietà terriera nelle zone controllate dalle Farc.
Intanto, secondo un rapporto dell’Instituto Nacional Penitenciario y Carcelario (INPEC) realizzato su richiesta del governo e reso pubblico dalla radio locale RCN Radio, un totale di 2.536 guerriglieri delle Farc sono in carcere. Il direttore dell’INPEC, il generale Gustavo Adolfo Ricaurte, ha dichiarato come “le donne sono circa 500. Il 45% dei detenuti è accusato di ribellione, il 12% di omicidio e l’11% di sparizioni forzate e sequestro”. Anche il tema dell'amnistia resta quindi di fondamentale importanza nei colloqui di pace.

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