Colombia: tregua delle Farc all'inizio dei negoziati
Nel giorno della ripresa delle trattative di pace all'Avana, il gruppo ribelle annuncia una tregua di due mesi
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Iniziate lunedì con alcuni giorni di ritardi rispetto alla data prefissata del 15 novembre, le trattative tra il governo colombiano e le Farc all'Avana. Il capo delegazione del gruppo ribelle, Ivan Marquez, ha annunciato ai giornalisti presenti a Cuba una tregua di due mesi in concomitanza con l'inizio dei negoziati finali. “La leadership ha ordinato che tutte le operazioni militari contro le forze governative siano interrotte”. La tregua inizierà nella mezzanotte di martedì e durerà fino al 20 gennaio. “Si tratta di un altro esempio di come si voglia creare l'ambiente politico giusto per la buona riuscita delle trattative”, ha sottolineato Marquez. La mossa dei ribelli è volta a “rafforzare il clima di cooperazione necessario per raggiungere il risultato desiderato da parte di tutti i colombiani”.
Le due parti si trovano a Cuna per riprendere le trattative iniziate il mese scorso ad Oslo ed hanno entrambi espresso fiducia su un esito positivo. I negoziatori del governo Santos non hanno rilasciato alcun commento all'arrivo all'Avana. Ma il presidente Santos ed il capo delegazione all'Avana, Humberto de la Calle, hanno dichiarato che le operazioni militari contro il gruppo ribelle non verranno interrotte durante i negoziati. Priva di arrivare nella capitale cubana, De la Calle ha tuttavia affermato come sia convinto si tratti del “momento decisivo” per raggiungere la pace, con tutte e due le parti che hanno raggiunto la consapevolezza che “le trattative debbano finire con un accordo finale sul conflitto”, dopo 50 anni di guerriglia ed oltre 600.000 vittime e milioni di sfollati. De la Calle ha anche aggiunto come il governo Snatos voglia costruire una pace stabile e che le Farc diventino un partito politico. “Questo in mesi non anni”.
Ad Oslo nei colloqui di ottobre le due delegazioni hanno già affrontato i 5 punti chiave: la fine di un conflitto armato, la riforma fondiaria, la garanzia di esercitare l’opposizione politica, il traffico di droga e i diritti delle vittime del conflitto. I temi che devono trovare ora una soluzione definitiva all'Avana.

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