Continuano le proteste nel Mondo Arabo

50 arresti in Libia per la morte dei funzionari USA

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Continuano le proteste nel Mondo Arabo

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Le autorità libiche hanno arrestato 50 persone sospettate di essere coinvolte nell’attacco al Consolato americano di Bengasi durante il quale hanno perso la vita quattro funzionari USA.  Tra le persone fermate, molti stranieri, che secondo la versione libica avrebbero organizzato da tempo l’attentato. Questa ricostruzione apparirebbe coerente con quanto rivendicato da al - Qaeda che ha parlato dell’attacco come di una vendetta per la morte di Abou Yahya al-Libi, importante esponente del gruppo terrorista. L’Ambasciatore USA all’ONU, Susan Rice, ha però rigettato questa ricostruzione, parlando di attacco “non necessariamente organizzato” ma molto probabilmente il risultato di un raduno “spontaneo e violento”.
Dopo le violente proteste dei giorni scorsi, il Dipartimento di Stato ha ordinato la partenza del personale “non necessario” delle Ambasciate USA di Tunisia e Sudan e emesso avvisi di viaggio per i cittadini americai
In Tunisia il bilancio delle proteste e dell’attacco all’Ambasciata Usa e alla Scuola americana di L'Aouina è stato di due morti e 50 feriti. Tra le persone fermate, anche un leader salafita.
A Khartoum erano state prese d’assalto le Ambasciate di USA, Germania e Gran Bretagna. Due i morti e una decina i fermati. Il Governo sudanese ha inoltre rifiutato l’invio di Forze Speciali americane per proteggere la sede diplomatica statunitense
In Egitto, l’Ambasciata ha ripreso le sue attività dopo cinque giorni di proteste.
Nello Yemen, Al Qaeda in the Arabian Penisula ha esortato gli yemeniti ad uccidere i diplomatici americani, seguendo l’esempio dei libici. Annunciato l’arrivo di 50 Marines per proteggere l’Ambasciata e il personale  diplomatico.
In Libano, subito dopo la partenza del Papa, Hezbollah ha esortato i libanesi ad una settimana di proteste non solo contro le Ambasciate americane, ma anche nei confronti dei governi musulmani affinchè facciano pressioni sul Governo americano. 
Proteste anche in diverse città del Pakistan e dell’Afghanistan ma anche in alcune città occidentali e in Australia. Il Canada ha deciso di chiudere le sue sedi diplomatiche in Egitto, Libia e Sudan per ragioni di sicurezza, mentre la Francia ha annunciato l'intenzione di vietare manifestazioni anti-americane.

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