Convention democratica: Obama alla sfida decisiva

Da domani una tre giorni a Charlotte in cui il presidente dovrà convincere di meritare un secondo mandato, nonostante i dati dell'economia.

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Convention democratica: Obama alla sfida decisiva

Dopo la convention repubblicana di Tampa che ha permesso a Romney di risalire nei sondaggi, ora tocca ad Obama galvanizzare la Convention Democratica, che si terrà a Charlotte, in Nord Carolina. Una 'tre giorni' che culminerà giovedì con il discorso del presidente: Obama - che tenta la difficile impresa di essere il primo presidente dalla Seconda Guerra Mondiale rieletto con un tasso di disoccupazione superiore all’8 per cento - deve vedersela con due rivali, Romney e l’apatia degli elettori, soprattutto i giovani; e convincere gli americani a ridargli fiducia nonostante abbia fallito nel tentativo di creare occupazione.
 Il presidente Usa punterà su istruzione, tagli alle tasse per coloro che guadagnano meno di 250mila dollari l’anno, energia, immigrazione e problemi sociali. Dopo la performance di Romney, la scorsa settimana, a Tampa, gli strateghi del presidente puntano a dare un’immagine concreta del loro leader. Inevitabili, nel discorso del presidente giovedì, i riferimenti ai successi messi a segno: il piano di salvataggio per l’industria dell’auto, la fine della guerra in Iraq, la morte di Osama bin Laden, la difesa dei diritti delle donne. Ma quattro anni dopo il discorso di accettazione della nomination a Denver (su un palco adornato di colonne greche criticatissimo perché giudicato pretenzioso, stavolta la scena sarà sicuramente più discreta), Obama non può più far conto sull’enorme entusiasmo e slancio popolare che lo portarono a vincere le elezioni nel 2008. La disoccupazione è all’8,3%, il che potrebbe alienargli le simpatie di quei giovani e minoranze che gli garantirono la vittoria. Un compito difficile, dunque, e tutto in salita. A Charlotte avrà a fianco a sé le sue ‘carte vincenti’. Bill Clinton, innanzitutto, l’ex presidente vivente più popolare, testimonianza tangibile di come le politiche democratiche negli anni 90 portarono prosperità (ma si deve evitare la sua eloquenza straripante oscuri il discorso di Obama, la notte seguente); e poi ci sarà la moglie Michelle, che continua ad essere molto popolare.

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