Cresce l'allarme sicurezza in Bahrein prima del GP
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Continuano le proteste degli attivisti del Bahrein in coincidenza con l'evento sportivo della Formula Uno previsto nel paese. Nel “primo dei tre giorni di sommossa”, invocata dagli oppositori al regime sunnita regnante, una molotov lanciata durante gli scontri tra polizia e manifestanti ha quasi colpito l'auto in cui viaggiavano 4 meccanici del team Force India. Venerdì il governo dello stato del golfo ha voluto rassicurare gli appassionati accorsi a seguire il Gran Premio ed i membri dei vari team sulla sicurezza dell'evento, sostenendo come “il team Force India non fosse il bersaglio degli attacchi dei protestanti”.
Secondo i corrispondenti presenti nel paese, tuttavia, la sicurezza dell'evento ed il suo regolare svolgimento sono seriamente a rischio. Già sospesa l'anno scorso per le manifestazioni di protesta contro il regime sunnita, l'evento è stato all'ultimo momento autorizzato dall'organo direttivo della Formula Uno, la FIA, e venerdì il ministero dello sport ha confermato il suo regolare svolgimento, nonostante le crescenti richieste di una sua sospensione.
Il gruppo dell'opposizione Bahrain Youth Center for Human Right ha riportato che almeno 15 manifestanti sono stati feriti negli scontri con la polizia della scorsa notte. Un portavoce dell'organizzazione Mohammed Muscati ha anche demnucniato l'utilizzo delle armi da fuoco da parte della polizia. I protestanti invocavano l'annullamento del gran premio previsto per questo week end ed il rilascio di Abdulhadi al-Khawaja, l'attivista dei diritti umani in sciopero della fame in prigione da oltre due mesi. Accusato di aver complottato contro lo stato da una corte militare lo scorso giugno, Khawaja sostiene che la sua confessione è stata estorta con ripetute torture. In un rapporto pubblicato la scorsa settimana, Amnesty ha messo in evidenza come le riforme intraprese dal governo non abbiano dato giustizia alle vittime delle violazioni dei diritti umani.

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