Critiche ad Obama per il visto a Mariela Castro
In piena campagna elettorale ogni piccola decisione ha una grande risonanza. La concessione di un visto da parte dell'amministrazione Obama alla nipote di Fidel Castro, Mariela Castro, per partecipare ad una conferenza sui diritti dei gay a San Francisco ha dato campo libero al partito repubblicano per criticare l'operato di Obama giudicando irresponsabile e senza senso la concessione di un visto alla nipote di un dittatore comunista. Anche alcuni membri del partito democratico come il presidente della Commissione Nazionale del Partito Democratico Debbie Wasserman Scultz hanno dimostrato la loro disapprovazione per la scelta di Obama. Tuttavia la guerra politica è spesso faziosità e memoria corta dal momento che a nessun membro del GOP è venuto in mente che è stato George W. Bush il primo presidente a concedere un visto speciale alla figlia di Raul Castro e quindi le aspre parole di Mark Rubio, senatore della Florida e possibile aspirante alla carica di Vice Presidente nel caso che Romney divenga Presidente degli Stati Uniti, all'indirizzo di Barack Obama sembrano dettate dalla logica dell'attacco ad ogni costo che da vera coerenza di pensiero. Venti sono state le richieste di visto da parte di attivisti cubani per i diritti dei gay per particapre al meeting a San Francisco e l'amministrazione americana ne ha rigettate già una dozzina.

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