Cuba, arrestata blogger dissidente Yoani Sanchez
"Il fermo di polizia di Yoani Sanchez e del consorte a Bayamo suscita preoccupazione", Terzi
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Le autorità cubane hanno arrestato la blogger dissidente Yoani Sanchez a Bayamo dove la donna si era recata per seguire il processo di un attivista politico spagnolo accusato di omicidio per la morte di un altro oppositore del governo. Lo hanno riferito alcuni blogger e media. Sanchez e il marito Reinaldo Escobar sono stati arrestati oggi a Bayamo, dove alcuni funzionari temevano si stessero dirigendo a mettere in scena "uno show mediatico" in vista del processo.
"Non è la prima volta che Yoani Sanchez ed Escobar tentano simili provocazioni e le loro ultime attività (su Internet) miravano a manipolare la verità sulla vicenda", ha scritto oggi il blogger filo-governativo Yohandry Fontana a proposito dell'incidente in cui è morto il dissidente Oswaldo Paya. Non è stato possibile raggiungere al telefono Sanchez, 37 anni. A quanto pare, la blogger, il marito e altri dissidenti si stavano dirigendo a Bayamo per il processo allo spagnolo Angel Carromero, accusato di omicidio per la morte di Paya e del suo collega Harold Cepero.
"Il fermo di polizia di Yoani Sanchez e del consorte a Bayamo suscita preoccupazione". Lo afferma il ministro degli Esteri, Giulio Terzi. "Mi riconosco pienamente nei diffusi sentimenti di solidarieta' che la notizia ha suscitato nella societa' civile italiana - prosegue Terzi - e auspico che l'episodio possa risolversi rapidamente con il rilascio di Yoani e del marito". "Ho chiesto alla nostra Ambasciata a L'Avana di seguire da vicino l'evoluzione della vicenda - conclude Terzi - e ho dato allo stesso tempo disposizioni di compiere gli opportuni passi a Bruxelles affinche' l'Unione Europea innalzi il suo livello di attenzione e valuti eventuali iniziative nel quadro dell'azione condotta in tema di rispetto dei diritti umani a Cuba".
"Il fermo di polizia di Yoani Sanchez e del consorte a Bayamo suscita preoccupazione". Lo afferma il ministro degli Esteri, Giulio Terzi. "Mi riconosco pienamente nei diffusi sentimenti di solidarieta' che la notizia ha suscitato nella societa' civile italiana - prosegue Terzi - e auspico che l'episodio possa risolversi rapidamente con il rilascio di Yoani e del marito". "Ho chiesto alla nostra Ambasciata a L'Avana di seguire da vicino l'evoluzione della vicenda - conclude Terzi - e ho dato allo stesso tempo disposizioni di compiere gli opportuni passi a Bruxelles affinche' l'Unione Europea innalzi il suo livello di attenzione e valuti eventuali iniziative nel quadro dell'azione condotta in tema di rispetto dei diritti umani a Cuba".

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