Cuba: storica apertura di Raul Castro agli Usa
"Pronto al dialogo, nessuna questione sarà tabù. Purché si tratti di un dialogo tra pari e non imposizione coloniale"
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A pochi giorni dalla morte del dissidente cattolico Oswaldo Paya e dalle polemiche per gli arresti arbitrari durante il giorno del suo funerale, il presidente cubano Raul Castro ha presenziato il 59° anniversario del Giorno della Rivoluzione e, durante la cerimonia nella provincia orientale di Guantanamo, ha lasciato presagire di essere disposto ad aprire un dialogo con gli Stati Uniti. Ma solo “se sarà una conversazione tra eguali” tra due paesi che non hanno relazioni diplomatiche da oltre 50 anni. Castro ha voluto rimarcare come l'offerta sia stata già fatta in canali diplomatici ufficiali. “Il giorno che vorranno, il tavolo delle trattative è pronto e nessuna questione è tabù”, anche la democrazia ed i diritti umani ha precisato il presidente Castro, che ha voluto porre come unico limite quello di un dialogo “tra due nazioni di eguali e non in termini coloniali”.
Le dichiarazioni di Castro seguono l'ennesima crisi diplomatica tra i due paesi. Mercoledì, la Casa Bianca aveva duramente protestato contro l'arresto di un gruppo di dissidenti riuniti per partecipare al funerale del leader del movimento dell'opposizione cattolica, Oswaldo Paya, sulla natura del cui incidente stradale ci sono ancora diversi dubbi. Gli Stati Uniti hanno definito tutta la vicenda come "una chiara dimostrazione del clima di repressione presente a Cuba”. Si aspetta ora una reazione ufficiale dell'amministrazione Obama all'apertura di Castro. Nel suo discorso, Castro ha voluto infine rimarcare come Cuba rimarrà per sempre indipendente e libera, e nessun sommovimento politico appoggiato dall'esterno potrà alterare il potere interno, come accaduto in Siria o Libia. “L'unico terreno di scontro che vogliamo con gli Usa è su un campo di baseball”, ha dichiarato ironicamente il presidente cubano.
Il primo vice presidente, Jose Ramon Machado Ventura, ha voluto comunque rimarcare come l'Havana continuerà i suoi sforzi per eliminare la base navale americana a Guantanamo, grave violazione della sovranità cubana. "Continueremo a combattere questa flagrante violazione... non ci fermeremo nella lotta per riprenderci questo nostro pezzo di territorio”.

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