Dissidenti cubani al sesto giorno di sciopero della fame
Gravi le condizioni dei dissidenti che continuano nella protesta per la liberazione di Jorge Vazquez Chaviano
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Continua lo sciopero della fame dei dissidenti cubani. A muovere la protesta, iniziata sei giorni fa, sono due ragioni principali: in primo luogo, la richiesta di scarcerazione di un prigioniero politico, Jorge Vazquez Chaviano, che secondo i dissidenti ha già scontato la sua condanna e dovrebbe aver già lasciato il carcere il 9 settembre; in secondo luogo, un atto di denuncia delle gravi condizioni in cui versa la dissidenza interna.
Gli scioperanti sono molto deboli e non vogliono rinunciare alla loro protesta fino a che non avranno una risposta dal governo di Castro. Marta Beatriz Roque, una delle dissidenti che sta portando avanti lo sciopero, ha 67 anni, è diabetica e ipertesa; la sua assistente ha dichiarato che “sta molto male, ogni giorno peggiora visibilmente. E' fredda, suda e ha le mani che le tremano”. Anche altri dissidenti si trovano in un simile stato fisico: Jorge Luis Garcia, Alberto Reyes, diabetico e dipendente dall'insulina, Luis Enrique Santos.
Gli scioperanti sono molto deboli e non vogliono rinunciare alla loro protesta fino a che non avranno una risposta dal governo di Castro. Marta Beatriz Roque, una delle dissidenti che sta portando avanti lo sciopero, ha 67 anni, è diabetica e ipertesa; la sua assistente ha dichiarato che “sta molto male, ogni giorno peggiora visibilmente. E' fredda, suda e ha le mani che le tremano”. Anche altri dissidenti si trovano in un simile stato fisico: Jorge Luis Garcia, Alberto Reyes, diabetico e dipendente dall'insulina, Luis Enrique Santos.
I familiari del prigioniero politico, di cui si attende la liberazione, hanno fatto sapere che è stato trasferito dal carcere di Manacas al carcere di Santa Cruz e che le autorità hanno comunicato “che stanno pensando di lasciarlo vedere la prossima settimana”.

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