E se il piano Annan dovesse fallire?

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E se il piano Annan dovesse fallire?

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Di fronte alle difficoltà nell'attuazione del piano di pace di Annan, la diplomazia internazionale resta divisa sulle eventuali contromisure. Il ministro degli esteri russo ha posto un importante limite al tentativo occidentale ed arabo di accelerare il processo di democratizzazione in Siria. Sergey Lavrov ha, in particolare, criticato l'azione degli Amici del Popolo siriano, una coalizione di dodici paesi guidata dagli Stati Uniti e dalla Lega Araba che invoca un'azione più incisiva contro la Lega Araba. "Ci sono froze esterne che non sono impegnate a rendere efficaci gli sforzi recenti del Consiglio di Sicurezza," ha affermato Lavrov ai giornalisti. "Stanno cercando in tutti i modi di scavalcare l'azione dell'organo delle Nazioni Unite con altre forme, come Amici della Siria. E stanno facendo tutto quello che è possibile per influenzare l'opposizione a boicottare il cessate il fuoco.
A favore di un'azione più incisiva a sostegno dei ribelli alcuni stati della Lega Araba. A margine di un incontro dell'organizzazione a Doha, il Segretario generale Nabil al-Arabi ha intimato Assad ad un'applicazione del cessate il fuoco “immediato e totale", mentre Sheikh Hamad bin Jassem Al Thani, primo ministro del Qatar ha sostenuto: “Approviamo fermamente il piano di Annan, ma tristemente, le uccisioni proseguono”. Lunedì l'emiro del Qatar, Sheikh Hamad bin Khalifa Al Thani, aveva dichiarato che non ci sono piu di tre possibilità su cento che il piano di pace si concluda positivamente e i siriani non posson aiutati con mezzi pacifici ma solo con armi.
Posizione intermedia quella degli Stati Uniti, che spingono per un'azione più incisiva ma si dichiarano contrari ad un'azione militare diretta."Credo sia chiaro ormai che da domenica le violenze sono tornate a livello precedente", ha dichiarato il rappresentante Usa al Consiglio di Sicurezza  Susan Rice, che ha comunque ribadito in un'intervista alla CNN la contrarietà del paese contro un intervento armato in Siria. Il ritorno delle violenze in Siria precedono il rapporto che Ban Ki-Moon presenterà al Consiglio di Sicurezza con la proposta di una missione di monitoraggio maggiore, supportata da azioni logistiche aree fornite dall'Unione Europea. Da Lussemburgo, martedì, il segretario generale delle Nazioni Unite ha riconosciuto la continuazione delle violenza ma ha rimarcato: "Pensiamo che in generale il cessate il fuoco sia stato rispettato."

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