Egitto : L’Assemblea Costituente approva la nuova Costituzione
Il testo sarà sottoposto a referendum popolare
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Dopo 19 ore di seduta, l’Assemblea Costituente ha approvato il testo finale della nuova Costituzione egiziana. Il documento passa ora al presidente Morsi che dovrebbe ratificarlo sabato e indire un referendum entro i prossimi 30 giorni. I componenti hanno approvato tutti gli articoli all’unanimità, compresi quelli riguardanti i poteri presidenziali, il ruolo dell'Islam nella legislazione, il ruolo dei militari e la misura in cui i diritti umani saranno rispettati nell’era post - Mubarak. I lavori sono però stati boicottati da diversi esponenti laici, copti e di sinistra.
La bozza finale introduce alcuni cambiamenti al sistema di governo egiziano: si limita a due mandati, di quattro anni ciascuno, il tempo in cui un presidente potrà rimanere in carica.
Il potere legislativo verrà trasferito dal Presidente al Consiglio della Shura, in attesa dell’elezione di una nuova Assemblea del popolo. Nuove elezioni potranno tenersi solo dopo l’adozione della Costituzione mediante referendum.
Sul tanto dibattuto ruolo della Sharia nella Costituzione, è stato mantenuto l’impianto della Costituzione del 1971 cha fa dei ''principi della sharia'' la fonte principale della legislazione. La formulazione è osteggiata tanto dalla componente laico-liberale quanto dalla componente salafita che chiedeva una dicitura che ponesse a fondamento della Costituzione le leggi dell’Islam e non i suoi principi.
Sul piano dei diritti, la Costituzione garantisce libertà di fede per tutti ma contiene riferimenti solo alle “religioni rivelate”. I gruppi per i diritti umani hanno espresso molte riserve nella formulazione e nel contenuto degli articoli che dovrebbero tutelare le libertà.
La legittimità dell’Assemblea Costituente è stata messa in discussione da una serie di casi giudiziari che ne chiedevano il suo scioglimento. Sulla legittimità della Costituente, una corte egiziana avrebbe dovuto pronunciarsi il 2 dicembre ma la dichiarazione costituzionale adottata da Morsi il 22 novembre ha privato qualunque organo della facoltà di sciogliere l’Assemblea. Secondo alcuni esponenti della Fratellanza, l'approvazione della Costituzione mediante referendum è l’unico modo per porre fine alla crisi politica tuttora in corso tra Morsi, la Magistratura e l’opposizione.
Per oggi l’opposizione ha indetto una grande manifestazione per contestare la bozza di Costituzione approvata dall’Assemblea Costituente e la dichiarazione costituzionale adottata dal Presidente. Ieri, in un’intervista alla tv, Morsi aveva difeso le ragioni del suo provvedimento “Non c’è posto per la dittatura”, ha assicurato il Presidente che è tornato ancora una volta sul carattere temporaneo della sua dichiarazione.
“L’unico modo di superare l’impasse politica è ascoltare la piazza”, ha ribadito l’opposizione in un comunicato.
In una lettera inviata a Morsi, l'Alto Commissario ONU per i diritti umani, Navy Pillay, ha invitato il Presidente a riconsiderare il decreto in quanto "incompatibile con i trattati internazionali in materia di diritti umani". Il Commissario si è detta preoccupata per gli effetti che la dichiarazione potrebbe avere sull'indipendenza del sistema giudiziario e l'accesso alla giustizia.
In una lettera inviata a Morsi, l'Alto Commissario ONU per i diritti umani, Navy Pillay, ha invitato il Presidente a riconsiderare il decreto in quanto "incompatibile con i trattati internazionali in materia di diritti umani". Il Commissario si è detta preoccupata per gli effetti che la dichiarazione potrebbe avere sull'indipendenza del sistema giudiziario e l'accesso alla giustizia.

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