Egitto : Referendum costituzionale il 15 dicembre
I giudici avevano inizialmente minacciato di boicottare la supervisione del referendum
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Dopo aver ricevuto la bozza della nuova Costituzione, il presidente Mohammed Morsi ha comunicato che il testo sarà sottoposto a referendum popolare il 15 dicembre.
18 partiti e gruppi di opposizione hanno rilasciato una dichiarazione congiunta nella quale si annuncia l’intenzione di organizzare una marcia pacifica – ribattezzata “Final Warning march” - verso il palazzo presidenziale per martedì. Secondo il documento, “anche se Morsi è stato eletto legittimamente, le sue azioni stanno erodendo tale legittimità”.
Continua, intanto, il braccio di ferro con la Magistratura. Dopo che un gran numero di sostenitori del presidente Morsi si è riunito di fronte alla sede della Suprema Corte Costituzionale a Maadi, impedendo ai giudici di entrare, la Corte ha emesso una dichiarazione attraverso la quale ha comunicato “la sospensione delle udienze fino a che i giudici non saranno in grado di portare avanti la loro missione senza pressioni psicologiche o fisiche a cui sono attualmente esposti”. La Corte era stata convocata per discutere i casi di legittimità della Costituente e del Consiglio della Shura. Il Ministero degli Interni ha negato che i manifestanti stavano tentando di entrare con la forza nel palazzo di giustizia e ha insistito sul carattere "pacifico" della manifestazione.
Il Club dei giudici, organizzazione che raccoglie una parte dei magistrati egiziani, aveva inizialmente deciso di boicottare la supervisione dei seggi per il referendum costituzionale del 15 dicembre.
Proteste anche da parte dei principali quotidiani indipendenti e di opposizione che hanno indetto uno sciopero per martedì. "No alla ditttatura", lo slogan della protesta.
Proteste anche da parte dei principali quotidiani indipendenti e di opposizione che hanno indetto uno sciopero per martedì. "No alla ditttatura", lo slogan della protesta.
La situazione egiziana è stata fortemente condannata dal Presidente del Parlamento europeo. Martin Schulz ha infatti dichiarato che l'Unione europea non può tollerare il "colpo di Stato" che si sta svolgendo in Egitto. Secondo Schulz "l'Unione europea deve rendere assolutamente chiaro che senza democrazia pluralistica in Egitto, non ci può essere né la cooperazione economica, né politica."

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