Egitto, al-Sisi candidato alle presidenziali
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Come annunciato dalle Forze Armate egiziane, il generale Abdel Fattah al-Sisi sarà candidato alle prossime elezioni presidenziali. Apparso in maniera forte sulla scena pubblica lo scorso 3 luglio 2013, quando davanti ad un microfono annunciò la rimozione dell’unico governo liberamente eletto in migliaia di anni di storia del Paese, al-Sisi si appresta con ogni probabilità a diventare il prossimo faraone d’Egitto.
E pensare che era stato proprio Morsi, il presidente islamista destituito lo scorso anno, a nominare al-Sisi Ministro della Difesa e capo delle Forze Armate, dopo aver mandato in pensione il capo della giunta militare, Hussein Tantawi.
Come scrive il ‘Time’, prosegue così la presenza – per certi versi ingombrante – dell’Esercito nella vita politica egiziana, mai come oggi al centro dei processi decisionali del paese. Non a caso, sembra che con la decisione di destituire Morsi e di tenerlo agli arresti, si stia compiendo una vera e propria resa dei conti tra le diverse correnti politiche interne alle Forze Armate.
La coabitazione tra i Fratelli Musulmani e l’Esercito, ancora una volta, si è rivelata fragile, e “l’incanto islamista” che aveva colpito gli egiziani è durato ben poco, confermando la propensione del popolo del Nilo a sentirsi più protetti e meglio governati da uomini in uniforme. In altri paesi, dopo un colpo di stato militare, l’Esercito avrebbe lasciato il campo della politica, tornando “alle proprie caserme”. In Egitto invece, il grido popolare che si è sollevato dopo la nomina di al-Sisi è stato: “L’Esercito e il popolo sono un’unica mano”. Al momento, la vittoria del generale alle prossime elezioni pare più che probabile.

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