Egitto: I giudici scioperano in segno di protesta
Resta alta la tensione nel paese dopo il rilascio della dichiarazione costituzionale
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L’opposizione rimarrà in piazza finchè il presidente Morsi non ritirerà la sua dichiarazione. È questo il messaggio che la grande manifestazione di ieri a Il Cairo, la più imponente dall’insediamento di Morsi, ha voluto inviare al governo egiziano.
Nelle prime ore del mattino la polizia egiziana ha sparato un gran numero di gas lacrimogeni in direzione dei manifestanti che si erano riuniti nei pressi dell’ambasciata degli Stati Uniti. Piazza Tahrir resta ancora occupata da centinaia di manifestanti che hanno trascorso lì la scorsa notte in un ulteriore segno di protesta contro la dichiarazione costituzionale adottata da Morsi.
Il vice presidente della Suprema Corte Costituzionale egiziana, Maher Sami, ha tenuto una conferenza stampa durante la quale ha accusato il presidente Morsi di aver condotto una campagna contro l'organo giudiziario dopo la pronuncia della sentenza che, sancendo l'incostituzionalità della legge che ha portato alla composizione dell’Assemblea del popolo, ne ha determintao lo scioglimento da parte del Supremo Consiglio della Forze Armate. Il portavoce ha tenuto a ribadire che i giudici non si lasceranno intimidire e si dicono pronti ad affrontare ogni pressione.
La Corte di Cassazione e le corti di appello hanno intanto annunciato la sospensione dei lavori in segno di protesta.
Una nuova manifestazione dell’opposizione è attesa per venerdì. La Fratellanza Musulmana ha invece convocato per sabato una manifestazione a sostegno del Presidente.

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