Egitto. La Costituzione non porterà stabilità
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Il referendum che si è tenuto il 14 e il 15 gennaio in Egitto, ricorda Ursula Lindsey sul New York Times, è il terzo referendum costituzionale dalla deposizione di Mubarak. Da allora, la situazione della sicurezza è peggiorata e le divisioni politiche si sono approfondite. Invece di affrontare argomenti reali, il dibattito è stato ridotto a slogan: "Vota per l'Islam, vota per proteggere l'Egitto dal terrorismo e da complotti stranieri".
Questa Costituzione promette, sulla carta, una via per andare avanti. Ma il giro di vite contro la Fratellanza rischia di creare estremismo religioso e un lungo ciclo di violenza e repressione. Redatta da un gruppo nominato con solo due islamisti tra i suoi 50 membri, la Costituzione in teoria dovrebbe sancire molti diritti e libertà fondamentali. Ma questi ideali sono completamente in contrasto con i processi politicizzati e le violazioni dei diritti umani in nome della lotta al ' terrorismo'.
Il risultato del voto non è in discussione ma è improbabile che un'adozione, anche così ampia nei numeri. porterà in Egitto quella stabilità, quella democrazia e quello sviluppo che il governo provvisorio e i suoi sostenitori militari hanno promesso.

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