Egitto. La posizione americana
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Nel suo discorso all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 24 settembre , il presidente Barack Obama ha toccato alcune questioni chiave relative al Medio Oriente: Siria, Iran, processo di pace israelo-palestinese ed Egitto. Le osservazioni di Obama in merito all'attuale situazione dello Stato egiziano sono state in linea con le dichiarazioni rilasciate all'indomani della deposizione del presidente Mohamed Morsi, si analizza in un articolo dell'Atalntic Council.
Obama ha sottolineato la mancanza di inclusività del governo Morsi e mosso una simile critica al governo provvisorio attuale. Tuttavia le sue dichiarazioni sono state sostanzialmente acritiche nei confronti dei militari egiziani e le forze di sicurezza e, nel quadro di una decisione ancora da rendere pubblica sulla sospensione degli aiuti militari all'Egitto, Obama ha continuato a dipingere i recenti avvenimenti come "una rivolta popolare" senza però condannare la violenza a cui il paese ha assistito nelle ultime settimane o menzionare l'intervento militare" che aveva avuto luogo.
Obama ha anche difeso la posizione degli Stati Uniti in Egitto, facendo riferimento a un crescente sentimento anti-americano nel paese e messo in chiaro che il sostegno degli Stati Uniti all'Egitto è basato sul reciproco interesse, gli accordi di Camp David, gli sforzi anti-terrorismo.
Nel discorso di Obama, democrazia, diritti umani, libertà dei media e tutela delle minoranze sono stati posti in secondo piano rispetto ai "reciproci interessi fondamentali", conclude l'autrice, Nancy Messieh.

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