Egitto: Militanti islamisti condannati a morte per attacchi nel Sinai
Incontro tra Clinton e Morsi a New York
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Un Tribunale egiziano ha confermato la condanna a morte, già pronunciata a metà agosto, per 14 militanti islamisti appartenenti al gruppo "Tawheed wa al jihad" e accusati di aver compiuto, un anno fa, una serie di attacchi contro postazioni dell’Esercito egiziano nel Sinai.
Secondo molti osservatori, la durezza della sentenza mostrerebbe la determinazione del governo nel fronteggiare le infiltrazioni dei militanti lungo la frontiera, in aumento dalla caduta di Mubarak, e un avvertimento per eventuali attacchi futuri.
A New York, intanto, a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il Presidente Morsi ha avuto un colloquio con il Segretario di Stato, Hillary Clinton, che ha ribadito al Capo di Stato egiziano il sostegno economico e militare degli Stati Uniti. La Clinton ha però chiesto a Morsi rassicurazioni sulla sicurezza delle rappresentanze diplomatiche Usa in Egitto.
La tenuta delle relazioni USA - Egitto era stata minacciata dall’assalto all’Ambasciata statunitense de Il Cairo e le violente manifestazioni antioccidentali che erano seguite alla diffusione del film" L’Innocenza dei Musulmani". Obama aveva anche messo in dubbio lo status di alleato dell’Egitto.
In una recente intervista, Morsi aveva invitato gli Stati Uniti ad essere più rispettosi dei valori islamici e a riconsiderare la loro politica in Medio Oriente, dando innanzitutto nuova linfa alle relazioni con l’Egitto, pietra angolare della stabilità regionale
Morsi ha discusso con la Clinton anche delle riforme economiche che il suo governo ha intenzione di attuare, del Sinai, dell’Iran, della Siria e dell’azione del nuovo “Gruppo di contatto”, nato su iniziativa egiziana, che ribadisce la sua contrarietà ad un intervento armato straniero.
Ancora nessuna conferma di un possibile incontro Obama – Morsi.

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