Egitto: Morsi incontra il Supremo Consiglio Giudiziario
Resta alta la tensione dopo la dichiarazione costituzionale adottata dal Presidente
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Dopo la dichiarazione costituzionale adottata da Morsi e la sostituzione del procuratore generale Abdel Meguid Mahmoud, resta ancora alta la tensione in Egitto.
Gli scontri tra manifestanti e Forze dell’ordine nei pressi di via Mohamed Mahmoud, iniziati lunedì in occasione dell’anniversario degli scontri del 2011, si sono intensificati dopo il rilascio della dichiarazione costituzionale e il licenziamento del procuratore generale. Il ministero degli Interni ha riferito di 329 arrestati e 164 poliziotti feriti. L’assalto al quartier generale della Fratellanza Musulmana a Damanhour si è invece concluso con un morto e almeno 60 feriti.
I giudici, che si considerano il vero obiettivo del provvedimento di Morsi e in attesa dell’incontro di oggi tra il Capo dello Stato e il Supremo Consiglio Giudiziario,hanno sospeso le proprie attività in segno di protesta. Il Supremo organo della Magistratura ha definito “un attacco senza precedenti contro l’indipendenza dell’organo” la dichiarazione adottata da Morsi.
Nel tentativo di allentare la tensione, dopo il meeting con i consiglierei presidenziali, Morsi ha rilasciato una dichiarazione nella quale si sottolineava il “carattere temporaneo” della dichiarazione costituzionale e invitava tutte le forze politiche al dialogo. Invito rigettato da El Baradei che ritiene non si possa dialogare “con un dittatore”. El Baradei e altri esponenti dell’opposizione egiziana hanno dato vita a un Fronte nazionale per contestare la dichiarazione costituzionale adottata da Morsi e rifiutano il dialogo finché il provvedimento non sarà ritirato.
Dopo la manifestazione di venerdì, alla quale hanno preso parte 30 partiti e gruppi egiziani, martedì è prevista una nuova manifestazione. A sostegno del Presidente, in piazza scenderanno anche I Fratelli Musulmani, che hanno convocato i propri sostenitori di fronte all’università de Il Cairo.
Allerta anche nel Sinai dove due sedi in costruzione delle Forze di Sicurezza sono state prese di mira da alcune esplosioni. Una si è verificata ai danni di una struttura nell’area di Qassema nel Sinai centrale e l’altra ai danni di un edificio a Rafah

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