Egitto: Morsi indice nuove elezioni parlamentari
La Fratellanza Musulmana spera in un rilancio del proprio governo, contestato dalle opposizioni
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Dopo l’adozione della legge elettorale da parte del Consiglio della Shura, la Camera Alta del Parlamento egiziano, che ha accolto gli emendamenti presentati lunedì dalla Suprema Corte Costituzionale, il presidente egiziano Mohammed Morsi ha emanato un decreto con cui indice le elezioni dell’Assemblea del popolo, la Camera bassa del Parlamento egiziano, a partire dal 27 aprile. L’Assemblea eletta nel 2011 era stata sciolta lo scorso anno dopo una sentenza della Corte costituzionale che aveva giudicato incostituzionale la legge elettorale con la quale erano stati selezionati i membri del Parlamento. Il voto si articolerà in quattro tornate: il 27-28 aprile si voterà nei governatorati de Il Cairo, Beheira, Minya, Port Said, Sinai del nord; il 15 e 16 maggio a Giza, Alessandria, Sohag, Beni Suef, Aswan, Suez, Red Sea, New Valley ; il 2 e 3 giugno a Daqahliya, Qalyubiya, Menoufia, Qena, Damietta, Luxor, Matrouh, Sinai del sud; il 19 e 20 giugno a: Sharqiya, Gharbiya, Assiut, Kafr El Sheikh, Fayoum, Ismailia. Sulla base del decreto, i membri dell’Assemblea sono convocati per il 6 luglio.
Il decreto giunge in un momento in cui l'Egitto è profondamente diviso tra il fronte islamico, che sostiene il presidente Morsi, e l’opposizione laico-liberale che spinge per il cambiamento politico e la modifica della Costituzione. Disordini, scioperi e scontri sono ormai all’ordine del giorno. Ad aggravare una situazione estremamente tesa è il dato economico che rende sempre più necessario il prestito di 4,8 miliardi di dollari del Fondo monetario internazionale.

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