Egitto. Nuove accuse nei confronti di Morsi e dei Fratelli Musulmani
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Mohamed Morsi, il deposto presidente egiziano, è stato accusato nella giornata di mercoledì di una nuova serie di reati, inclusa la cospirazione, insieme a gruppi stranieri, a commettere atti di violenza dopo il colpo di stato dello scorso luglio che ha posto fine al suo governo. Un articolo del Financial Times sottolinea come le accuse arrivino nel periodo in cui il Paese si prepara al referendum del prossimo 14 gennaio sulla nuova Costituzione, destinata a voltare pagina e a conferire legittimità al regime politico-militare posto in essere a seguito del colpo di stato. Il partito dei Fratelli Musulmani ‘Libertà e giustizia’ ha già fatto sapere che boicotterà il voto.
Morsi è stato già accusato e processato per istigazione a delinquere in relazione ad un attacco dei suoi sostenitori sui manifestanti dell’opposizione, avvenuto durante il suo mandato dell’anno scorso. È apparso in tribunale a novembre, insistendo sul fatto che la sua presidenza fosse legittima e rifiutando il procedimento. Mercoledì i pubblici ministeri hanno sostenuto che, mentre era in carica, Morsi e i suoi collaboratori hanno rivelato importanti segreti di Stato a gruppi militanti e alla Guardia Rivoluzionaria iraniana.
Mohamed Badie, la Guida generale dei Fratelli Musulmani, e due dei suoi vice sono stati invece accusati di istigazione al terrorismo. Il procuratore ha aggiunto che le indagini hanno rivelato che il ramo internazionale della Fratellanza ha commesso atti di violenza in tutto il paese per creare ulteriore caos. I pubblici ministeri hanno inoltre accusato i Fratelli Musulmani di contrabbando di armi in Egitto e di aver inviato i propri militanti a Gaza per ricevere addestramento militare da Hezbollah.

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