Esplode bus, chiusa la frontiera di Taba tra Egitto e Israele
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Il gruppo jihadista Ansar Bait al Maqdis ha rivendicato l’attentato di ieri contro un bus turistico, avvenuto in territorio egiziano e a circa 50 metri dal confine con Israele, in cui sono rimasti uccisi quattro cittadini sudcoreani.
Come riporta l’agenzia ‘Reuters’, il Ministro dell’Interno ha riferito che il mezzo era partito dal Cairo e aveva fatto sosta nel monastero greco ortodosso di Santa Caterina, una delle principali destinazioni turistiche della regione del Sinai. I turisti avrebbero dovuto attraversare a piedi il confine tra Egitto e Israele, ed è proprio in quel momento che è avvenuto l’attentato. In un primo momento si era vagliata l’ipotesi di un attentato suicida; successivamente, dopo ricostruzioni più dettagliate, la polizia è giunta alla conclusione che si è trattato di un ordigno telecomandato fatto deflagrare a distanza.
L’attentato ha subito provocato le prime ripercussioni. Per la prima volta dalla firma dei trattati di pace tra Israele ed Egitto datati 1978 infatti, i due governi hanno deciso di chiudere la frontiera di Taba, luogo dell’attentato, mentre i posti di blocco della polizia e dell’esercito su tutte le strade del Sinai, già consistenti, sono stati sensibilmente rafforzati.

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