Foreign Policy: "È tempo di negoziare con l'Iran sulla Siria"

Secondo la rivista statunitense, la guerra non finirà in Siria nella misura in cui viene escluso dai negoziati il più potente sponsor di Bashar al-Assad, che non è Vladimir Putin.

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Foreign Policy: "È tempo di negoziare con l'Iran sulla Siria"

In un articolo pubblicato, ieri, sulla rivista online Foreign Policy si è ricordato il pacchetto di accordi che Washington e Mosca hanno annunciato lo scorso 9 settembre per la stabilizzazione della situazione in Siria, fra i quali il cessate il fuoco durato solo una settimana.
 
Nell'articolo si precisa che questo fallimento non ha sorpreso gli scettici della tregua, e allo stesso tempo, ha sottolineato che questo dimostra che la Russia non è il principale interlocutore con cui deve essere avviato il processo di pace.
 
Ricordando l'invio dei comandanti dell'esercito iraniano in Siria per fornire consulenza militare all'esercito di Damasco, l'articolo ha evidenziato che l'Iran, e non la Russia, ad aver avuto più influenza sul governo del presidente siriano Bashar al-Assad.
 
"Se gli Stati Uniti vogliono raggiungere qualsiasi accordo di pace in Siria, non possono evitare una trattativa diretta con l'Iran", si legge nell'articolo firmato da Afshon Ostovar.
 
Prima di tutto, si aggiunge, Washington dovrebbe capire il motivo della profonda influenza dell'Iran in Siria. Durante la presidenza di Hafez al-Assad (1971-2000), padre di Bashar al-Assad, la Siria è stato l'unico paese del Medio Oriente che ha aiutato l'Iran durante gli otto anni di guerra contro l'Iraq (1980-1988).
 
I capi militari iraniani di oggi sono i veterani di quella guerra, che portano ancora le cicatrici, sia emotive che fisiche, e quindi faranno ogni "sacrificio", nelle loro possibilità, per salvaguardare il loro più vecchio amico.
 
Tuttavia, secondo Foreign Policy, l'alleanza è al di là dell'affetto personale. Iran e Siria hanno consolidato ancora di più le loro posizioni anti-israeliane, sostenendo i movimenti di resistenza nella regione, come Hezbollah.
 
A questo proposito, la rivista ribadisce che l'Iran deve avere un posto al tavolo dei negoziati ed essere parte di ogni soluzione politica in Siria per porre fine al conflitto e alla sofferenza di milioni di civili siriani.
 

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