Gli abitanti delle isole Falkland/Malvinas si sentono sempre più britannici

2464
Gli abitanti delle isole Falkland/Malvinas si sentono sempre più britannici

L'escalation diplomatica tra l'Argentina e la Gran Bretagna per il confronto sulla sovranità delle isole Malvinas/Falkland sta facendo aumentare il sentimento di apparteneza britannica degli abitanti insulari. Numerose sono infatti le bandiere del Regno Unito che si possono ora vedere a Stanley, capitale delle isole Falkland. La dura presa di posizione da parte di Buenos Aires, infatti, sta provocand la reazione opposta a quella sperata dagli argentini rinvigorendo il sentimento britannico degli isoli che vedono la difesa delle loro origini e dei loro diritti sempre più legata all'appartenenza al Regno Unito.

Il blocco delle navi battenti bandiera delle Falkland e il divieto di passagio per imbarcazioni che mostrano la Union Jack britannica, appoggiato anche da Cile, Brasile e Uruguay, stanno creando problemi sia agli abitanti delle isole per quanto riguarda gli approvigionamenti alimentari provenienti dalla terraferma sia ai pescherecci spagnoli, provenienti dai porti galiziani, che sono soliti pescare nella zona. Tuttavia chi risente maggiormente dello stato di tensione diplomatica sono i lavoratori cileni e degli altri paesi sudamericani che lavorano nell'arcipelago che temono la sospensione dei voli verso le Falkland dall'aeroporto cileno di Punta Arenas.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri di Fabio Massimo Paernti Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Iran-USA: un pareggio che può cambiare il mondo di Giuseppe Masala Iran-USA: un pareggio che può cambiare il mondo

Iran-USA: un pareggio che può cambiare il mondo

La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante di Michelangelo Severgnini La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante

La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante

Quando il ricordo degli antenati fiorisce in primavera   Una finestra aperta Quando il ricordo degli antenati fiorisce in primavera

Quando il ricordo degli antenati fiorisce in primavera

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio” di Raffaella Milandri Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio di Paolo Desogus Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Dramma Nazionale       di Alessandro Mariani Dramma Nazionale      

Dramma Nazionale    

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello? di Antonio Di Siena Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello?

Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello?

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti