Gli sviluppi diplomatici della crisi siriana

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Gli sviluppi diplomatici della crisi siriana

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Segnali dalla diplomazia internazionale sulla questione siriana. Quattro importanti visite potrebbero dare un indirizzo decisivo ad una soluzione condivisa della crisi: mercoledì Li Huaxin, ex ambasciatore cinese in Siria è stato ricevuto a Damasco per promuovere «con tutte le parti implicate» un piano in 6 punti annunciato da Pechino domenica; sempre mercoledì, il sottosegretario agli affari umanitari delle Nazioni Unite Valerie Amos, impegnata in Siria, per permettere l'accesso ai convogli umanitari e l'evacuazione dei feriti nelle zone più colpite, ha ricevuto un atteggiamento cooperativo dal ministro degli esteri siriano Walid Muallem; l'ex segretario Onu Kofi Annan, inviato speciale per la Siria, sarà sabato a Damasco (accompagnato dal diplomatico palestinese Nasser al-Kidwa, nipote di Yasser Arafat), per trattare direttamente con Assad un cessate il fuoco; infine, la Russia manderà il ministro degli esteri Sergei Lavrov al Cairo dove sempre sabato incontrerà i suoi colleghi della Lega araba.

Di fronte alla richiesta di John McCain ad Obama di lanciare raid aerei contro l'esercito siriano per un obbligo morale verso la popolazione, il presidente americano continua ad avere un atteggiamento più moderato. Escluso un intervento unilaterale militare, Obama ha dichiarato che gli Usa perseguiranno la caduta di Assad, isolandolo diplomaticamente. Dopo colloqui martedì al Palazzo di vetro con il Marocco in rappresentanza degli Stati arabi, secondo indiscrezioni di Reuters, la bozza preparata dalla diplomazia americana per il Consiglio di Sicurezza sarebbe pronta: accesso degli aiuti umanitari, condanna della sistematica violazione dei diritti umani da parte delle autorità siriane e la cessazione delle violenze i punti cardini. Il neo eletto presidente Putin ha però chiarito che la posizione russa non è cambiata rispetto al veto delle precedenti risoluzioni.

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