Green Pass, un'arma di controllo sociale in vista della guerra che verrà

26847
Green Pass, un'arma di controllo sociale in vista della guerra che verrà

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

 

L'AntiDiplomatico è anche su Telegram. Clicca qui per entrare nel nostro canale e rimanere aggiornato

 

Di Alessandro Pascale

 

"Mentre il governo italiano fa chiaramente intendere di voler utilizzare il green pass per obbligare la popolazione a richiami vaccinali continui - trasformandolo da strumento "emergenziale" in misura strutturale -, uno degli inventori del vaccino AstraZeneca prende posizione contro il delirio della vaccinazione permanente di massa." (Thomas Fazi)

Intanto è scoppiata una rivoluzione colorata in Kazakistan. 
È ormai sempre più evidente che il mantenimento del green pass è diventata una misura di controllo sociale funzionale alla grande guerra contro la Russia e la Cina che stanno preparando a Washington e Bruxelles. 

L'Italia non è obbligata a schierarsi dalla parte dell'aggressione e il popolo italiano deve riflettere con attenzione sui rischi di mantenere al potere un governo guidato da Mario Draghi, uno dei più fedeli servi dell'élite borghese. Draghi sta traghettando il nostro paese nel campo dell'aggressione, della violenza, della guerra, che da fredda si sta scaldando in maniera sempre più grave per le provocazioni occidentali. 

L'imperialismo occidentale ha i giorni contati, sia che si lanci nella più folle guerra, sia che la borghesia accetti pacificamente una transizione verso un modello multi-polare, riformandosi effettivamente su posizioni di "capitalismo etico" e "green". 

Il popolo italiano troverà risposta integrale ai suoi problemi solo attraverso un movimento rivoluzionario, che si dia come primo punto tattico l'espulsione di Draghi dalle sedi del potere politico italiano.

"Al momento di marciare 
molti non sanno 
che alla loro testa marcia il nemico".
(Bertolt Brecht)

 

 

L'AntiDiplomatico è anche su Telegram. Clicca qui per entrare nel nostro canale e rimanere aggiornato

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante di Fabrizio Verde Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante

Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante

Dorsi e ridorsi della storia di Michelangelo Severgnini Dorsi e ridorsi della storia

Dorsi e ridorsi della storia

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre   Una finestra aperta Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Il "dissenso" e le prossime elezioni di Francesco Santoianni Il "dissenso" e le prossime elezioni

Il "dissenso" e le prossime elezioni

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono di Raffaella Milandri 250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

CIABATTE E GINOCCHIERE di Alessandro Mariani CIABATTE E GINOCCHIERE

CIABATTE E GINOCCHIERE

L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento di Giuseppe Giannini L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento

L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento

La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia di Antonio Di Siena La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia

La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti