Crisi diplomatica tra l'Iraq e il Qatar circa la sorte del vice presidente Tareq al-Hashemi. Accusato di terrorismo nel dicembre del 2011, subito dopo la partenza delle truppe americane, Hashemi si è prima rifugiato in Kurdistan per poi approdare nello stato del golfo domenica, come ha confermato il suo ufficio. Lunedì Baghdad ha formalmente chiesto che Doha lo consegni alle autorità irachene, per procedere al processo dove rischia la pena capitale. Hashemi è al centro di una crisi politica che sta esasperando le divisioni tra le tre componenti del paese (sciiti, sunniti e curdi). Uno dei politici di punta della minoranza sunnita, il vice presidente e' accusato dal governo di Baghdad, guidato da membri dell'etnia sciita, di aver formato una sua milizia, di essere un pericolo per l'ordine costituito ed aver preparato attacchi terroristici.
Nouri al-Maliki ha dichiarato in una conferenza stampa di domenica che Hashemi " è ricercato in uno stato membro della Lega araba, e non dovrebbe essere ricevuto, specialmente con il titolo di vice presidente". La decisione del Qatar di ospitare Hashemi è "inaccettabile”, ha incalzato Hussain al-Shahristani, vicepremier del governo iracheno. "Il Qatar deve rivedere la sua posizione ed estradare al-Hashemi all'Iraq così che possa presenziare al suo processo," ha concluso Shahristani. Quest'ultimo ha anche accusato il Kurdistan, dove Hashemi si è rifugiato da dicembre, per "una chiara sfida alla legge e all'autorità irachena". Baghdad aveva richiesto al Kurdistan di consegnare Hashemi, ma la regione autonoma si è rifiutata.
Di fronte ai giornalisti di Doha, Hashemi ha criticato la validità della richiesta di Baghdad dell'estradizione, affermando come in base all'art. 93 della costituzione goda dell'immunità parlamentare e non può essere processato. Precisando che sarebbe pronto ad affrontare il processo se "vi fosse la garanzia del rispetto dei requisiti minimi di giustizia", Hashemi ha poi definito le accuse del governo iracheno come “orientate politicamente".
ATTENZIONE!
Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.
oppure effettua una donazione